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La profezia di Felipe Melo: "Come andrà Juve-Galatasaray, il segreto dei turchi e perché li amo"

Tra passato e presente, tra polemiche e ricordi bianconeri, Felipe Melo si è raccontato ai microfoni di WinWin con la consueta franchezza. Dalla condanna netta contro il razzismo nel caso che ha coinvolto Vinícius fino al capitolo mai banale della sua esperienza alla Juventus, il centrocampista brasiliano ha ripercorso una carriera intensa, senza filtri. Ha svelato qualche retroscena, ha fatto chiarezza sulla sua lite con Chiellini e ha anche parlato del ritorno dei playoff di Champions League tra il Galatasaray e i bianconeri, dopo il grande successo dell'andata con tanto di sfottò.

Il caso Vinicius-Prestianni

Felipe Melo si è espresso anche sul caso Vinicus-Prestianni, che ha portato alla sospensione del calciatore del Benfica, accusato di aver proferito una parola razzista nei confronti della stella del Real: "Non ho visto il presidente della UEFA dire nulla sull'incidente di Vinicius Junior, ma ho visto il presidente della FIFA Gianni Infantino chiedere, molto seriamente, che questo non possa accadere e che la UEFA intervenga. Ed è quello che dovrebbe accadere, proprio come ha fatto il presidente della Confederazione calcistica brasiliana, che ha rilasciato una dichiarazione e sta chiedendo risultati alla UEFA. La più grande organizzazione calcistica è la FIFA, e il presidente della più grande organizzazione calcistica del mondo sta facendo la cosa giusta e sono d'accordo con Infantino. Questo deve finire nel calcio. Non è più accettabile".

La nuova vita di Felipe Melo e l'amore per Ronaldo

La vita del centrocampista brasiliano è cambiata, da quando ha appeso gli scarpini al chiodo nel 2024: "Lavoro per una delle più grandi reti mediatiche del Brasile e mi sono iscritto a un corso per allenatori per iniziare la mia carriera. Ho giocato a calcio a livello professionistico dall'età di 16 anni. Sono rimasto un giocatore professionista fino a 42 anni, quindi mi sono goduto moltissimo la mia carriera da calciatore. Ora mi godo appieno l'altro lato del gioco, lavorando nei media, e non ho dubbi che presto diventerò uno dei più grandi allenatori del mondo, senza dubbio, insieme al mio staff tecnico". Poi sulla Saudi League: "Per quanto riguarda il calcio in Arabia Saudita, lo seguo da vicino, soprattutto perché il mio più grande modello e il giocatore che amo di più gioca lì: Cristiano Ronaldo. Ovunque sia Cristiano, la mia attenzione e i miei occhi saranno lì, e lo sosterrò e lo incoraggerò perché è il più grande calciatore della storia e una persona che ammiro moltissimo".

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