INVIATO A TORINO - Un giro lungo, prima di rientrare nello spogliatoio a fine allenamento, per avvicinarsi a Spalletti e sgombrare qualsiasi tipo di perplessità. «Mister, io ci sono». L’avviso al Galatasaray. C’è Yildiz per tentare la rimonta impossibile e incendiare lo Stadium. Kenan non si tira indietro, sta forzando il recupero, per nessuna ragione al mondo salterebbe questa partita, non può fermarlo un trauma al polpaccio. Ecco il senso profondo della notte da Champions. Gioca la vera Juve. Tutti ci vogliono essere e il Dieci comanda la ciurma. I bianconeri devono ritrovarsi, uscendo dal tunnel in cui si sono infilati pochi giorni fa, per la precisione dall’intervallo di Istanbul: un parziale di 0-4 nel secondo tempo con i turchi e scena muta di fronte al Como di Fabregas, cancellando un lavoro lungo quattro mesi e in costante progresso dall’arrivo di Spalletti alla Continassa.
Juve agli ottavi: quanto incassa
Ora ci vuole un segnale di forza e di coraggio, va oltre la qualificazione, anche se Lucio non si è ancora arreso ai rimpianti e non si accontenterebbe della prestazione senza entrare agli ottavi di Champions. Per Comolli e la proprietà Exor vale un assegno da 15 milioni tra premio Uefa e un nuovo incasso al botteghino. Parliamoci chiaro, non è per niente facile, siamo ai confini della realtà, ma la Juve ha bisogno di una scossa. Una bella partita, come minimo, restituirebbe slancio e fiducia in previsione della trasferta dell’Olimpico con la Roma, un confronto diretto per tornare in Champions nella prossima stagione e proteggere, in maniera ancora più solida, la sostenibilità dei conti. Questa sera, dopo la Coppa Italia, un altro obiettivo della stagione potrebbe già essere sfumato e il quarto posto in Serie A non è affatto sicuro, anzi rischia di allontanarsi. L’impresa spaziale, in termini di risultato aggregato, prevede quattro gol di scarto.
Mosse Juve
Un ribaltone così non si è mai realizzato nella storia bianconera. Bisogna risalire alla notte del Bernabeu, quando la Juve di Allegri ne aveva restituiti tre al Real Madrid e Oliver, l’arbitro inglese con un bidone dell’immondizia al posto del cuore (Buffon dixit, ndi) consegnò un rigore generoso a Ronaldo evitando i supplementari, per rendere l’idea di cosa non basterebbe. Nella storia della Champions, fase a eliminazione diretta, solo quattro volte è stato cancellato un divario simile nel ritorno. Ai bianconeri, dopo il 5-2 di Istanbul, tre gol di scarto non servirebbero per superare il turno ma solo per trascinare il Gala ai supplementari. La difficoltà principale oltre a sbloccare il risultato. La Juve dovrà evitare di subire gol in contropiede, limitando un tridente (Sané, Osimhen o Yilmaz, Lang) pericolosissimo. Perin, non Di Gregorio. Lucio cambia il portiere e confida nel risveglio di David, assente all’andata. L’estro di Kenan è una garanzia. Buruk all’andata lo aveva limitato con la marcatura (ai limiti del regolamento) di Sallai. Questa volta saranno i bianconeri ad alzare i giri del motore e la pressione, sganciando Koopmeiners in quei corridoi già indovinati al Rams Park. Serviranno tanto palleggio e il sostegno dello Stadium per alimentare l’assalto. Subito un gol, se possibile. Il primo, a volte, diventa decisivo per cambiare la storia di una partita.
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