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Juventus, mezza rivoluzione per sognare l’impresa col Galatasaray: le mosse di Spalletti

Articolo di Andrea Gussoni

E allora spazio al jolly McKennie, già adattato all’andata persino da centravanti al posto di David

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Alla vigilia della sfida contro il Galatasaray, da affrontare all’arrembaggio per ribaltare il pesante passivo dell’andata, le emergenze in casa Juventus impongono adattamenti. Bremer non è ancora al meglio e dovrebbe partire dalla panchina, Holm è out, mentre Cabal e Cambiaso sono squalificati. Luciano Spalletti non sembra intenzionato a rispolverare profili finiti ai margini solo per cambiare sistema. Un discorso che riguarda soprattutto Filip Kostić: il suo impiego costringerebbe a tornare alla difesa a tre vista contro il Como, soluzione poco adatta sia a contenere gli esterni turchi (pronti a riproporre il 4-2-3-1) sia a garantire superiorità negli ultimi metri.

E allora spazio al jolly McKennie, già adattato all’andata persino da centravanti al posto di David. Stavolta dovrebbe presidiare la corsia mancina nel 4-3-3, con compiti simili a quelli di Cambiaso: copertura nella linea a quattro insieme a Kalulu, Gatti e Kelly, ma anche proiezioni verticali una volta recuperato il pallone, per sostenere Yildiz (in vantaggio su Boga) e ampliare le opzioni per le mezzali. In mezzo al campo, conferma per Teun Koopmeiners, protagonista dell’andata con una doppietta rimasta in ombra. Accanto a lui Manuel Locatelli e Khéphren Thuram: Locatelli agirà qualche metro più indietro per orchestrare la manovra, lasciando maggiore libertà agli inserimenti dei compagni.

Davanti dovrebbero tornare dal primo minuto Francisco Conceição e Jonathan David, con Yildiz a completare il tridente. Per riaprire la corsa agli ottavi, la Juve dovrà osare, sfruttando le fragilità difensive dei turchi. Non è escluso che, in alcune fasi, l’assetto si trasformi in un 4-2-4, con gli inserimenti alternati di Thuram e Koopmeiners a riempire l’area.

Per passare il turno, servirà un’impresa: almeno tre gol di scarto nei 90 minuti per trascinare la sfida ai supplementari, quattro per qualificarsi direttamente. La Juventus è chiamata a una prova ai limiti della perfezione, con il margine d’errore ridotto al minimo e l’obbligo di crederci fino all’ultimo pallone.

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