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Juve-Galatasaray dentro lo stadio: tutti giù per terra, la sceneggiata turca e lo Stadium inferocito

La serata dello Stadium inizia con il coro "Chi non salta nerazzurro è" con i fischi assordanti all'ingresso in campo dei giocatori del Galatasaray. Ci sono tre gol da recuperare dopo il 5-2 dell'andata e bisogna farsi sentire. La voglia c'è. Il passo lento di Spalletti che si avvicina ai giornalisti per la consueta intervista pre-partita stona con il frastuono dell'Allianz. Un caloroso saluto a Del Piero a bordo campo (hai visto mai che solo toccarlo possa portar fortuna) e via con il gioco di luci che preannuncia l'arrivo della squadra bianconera sul terreno di gioco. C'è ancora il tempo per cantare insieme "Più bella cosa non c'è", salutare la Curva e ultimare il riscaldamento. Poi l'inno Juve a squarciagola e quello della Champions prima del fischio d'inizio.

La recita, Torreira graziato e il rigore di Locatelli

Pronti via, Osimhen perde lo scarpino lamentando un fallo e lo Stadium nel dubbio, lo sommerge di fischi. Stessa sorte tocca a Yilmaz che si butta a terra qualche secondo dopo. I tifosi rumoreggiano: la voglia c'è, chissà se basterà. Di certo resta strozzata in gola al 4' quando Gatti sfiora il gol di testa. "Noi vogliamo undici leoni" grida la Curva mentre anche Torreira 'sviene' al primo colpo e viene puntualmente beccato. Il terzo giocatore del Galatasaray a rotolarsi per terra in soli 6 minuti è Sallai e il rinvio da bradipo di Cakir rende evidente il tentativo di innervosire fin da subito i bianconeri con perdite di tempo clamorose. È il 9' quando Gatti e Osimhen arrivano ad un poco amichevole faccia a faccia, un diverbio che continuerà anche dopo il discorsetto dell'arbitro Pinheiro. Victor è nervoso e al 14' frana su McKennie che guidava un contropiede pericoloso: cartellino giallo. Anche Spalletti non ne può più e al 16' spalanca le braccia e si rivolge al quarto uomo dopo l'ennesima sceneggiata di Sara toccato da Gatti. Scena che si ripete identica due minuti dopo proprio davanti agli occhi dell'allenatore bianconero tra il solito Gatti (uomo ovunque) e Yilmaz. Altra esultanza repressa al 21' quando prima Locatelli e poi Conceicao ci provano dalla distanza.

Lo Stadium si infiamma al 25' ma di rabbia per l'ammonizione a Kelly che arriva dopo un intervento di uguale gravità compiuto da Torreira su Thuram e non sanzionato con un cartellino. Alla mezz'ora di gioco, dopo un ingenuo cartellino giallo rimediato da Yildiz, finisce giù per terra anche il portiere della squadra turca e il gioco viene così nuovamente interrotto mentre Icardi se la ridacchia in panchina. L'esplosione di gioia arriva al 36': Torreira, che doveva già essere ammonito per il primo fallo su Thuram, entra nuovamente in scivolata sul francese della Juve ma stavolta in area. Rigore e primo cartellino... Sul dischetto ci va Locatelli che non sbaglia e firma l'1-0 facendo impazzire lo Stadium. Il copione della sceneggiata turca non cambia e così al 40' ennesimo stop: a perdere i sensi stavolta è Osimhen. È finita la recita? Macché, qualche minuto dopo è l'ex Lemina a sdraiarsi sull'erba fingendo un malore. Lo fa così male che non solo viene sommerso dai fischi ma anche quasi deriso dall'arbitro che gli fa segno di rialzarsi. I quattro minuti di recupero al primo tempo la dicono lunga, ma forse non abbastanza dato che buona parte passa con Lemina che si rotola sul prato poi saltella dolorante e un secondo dopo magicamente riprende a correre. Manca solo Can Yaman...

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