Le scelte estive, già messe in discussione nelle scorse settimane, trovano nella notte contro il Galatasaray un nuovo banco di prova fallito.
L’investimento su Zhegrova, frenato nella scorsa stagione da problemi fisici e caratterizzato da un avvio difficile, resta appeso a fiammate non ancora sufficienti a colmare l’assenza di continuità.
L’arrivo di David, pensato per dare profondità e movimenti moderni all’attacco, sta producendo parecchio lavoro oscuro e poche fiammate vere.
A completare il quadro c’è il caso Openda, arrivato per 44 milioni totali dopo il mancato affondo su Kolo Muani, ma considerato da Tudor prima e da Spalletti poi solo un’alternativa, non un titolare in grado di spostare gli equilibri.
Ora il rischio per la Juventus è di ritrovarsi ancora una volta a rincorrere obiettivi cruciali affidandosi a giocatori che non hanno ancora dimostrato di poter rispondere al peso delle aspettative. La notte all’Allianz Stadium racconta una squadra capace di ritrovare orgoglio e intensità, ma allo stesso tempo mette a nudo le fragilità di un mercato che, quando serve il colpo decisivo, continua a non incidere.