TORINO - Per meritarsi altre notti del genere. Il peso specifico della partita sarà spaventosamente simile, i colori delle maglie avversarie addirittura gli stessi. Roma-Juventus di domenica non è un dentro-fuori, ma ci assomiglia comunque molto. Dopo la sconfitta interna col Como la classifica è quella che è; il quarto posto - tradotto Champions League e tutto quello che ne consegue - rischia di rimpicciolirsi sulla linea dell’orizzonte. Un altro passo falso in campionato sarebbe forse troppo, a livello psicologico prima ancora che di distanze effettive rispetto a chi sta davanti (il rischio spaventoso è di scivolare -7 da Roma e Napoli) e a chi insegue (Como e Atalanta stanno bene e nutrono ambizioni da sorpasso). L’idea di svegliarsi lunedì mattina al settimo posto avrebbe un effetto mortifero su velleità rese fragili dall’ultimo complicato e sfortunato periodo. Al contrario una vittoria potrebbe ribaltare inerzie e rallegrare proiezioni, consentendo di lasciarsi alle spalle uno spaccato di calendario problematico per abbracciarne uno sulla carta decisamente più amichevole.
Juve, hai bisogno di Bremer
Dati alla mano molto potrebbe dipendere dalla presenza sul campo dell’Olimpico di Bremer. Il brasiliano sposta troppo in questa squadra per potervi rinunciare a cuor leggero. Spalletti lo ha dovuto fare dal 1’, forzatamente, nella sfida al Galatasaray, con il pensiero però già rivolto a quello che sarebbe stato. Se il flessore non gli darà nuove noie Gleison è pronto a riprendere il suo posto, dall’inizio, al centro della difesa. L’obiettivo è arrestare definitivamente un’emorragia difensiva che per poco non ha lasciato la Juventus dissanguata. A tal proposito Lucio dovrà sciogliere riserve tutt’altro che scontate su colui chi difenderà i pali, ieri affidati a Perin. Il ‘turno di riposo’ concesso a Di Gregorio sarà stato sufficiente per restituirgli serenità? È effettivamente l’ex Monza ad offrire maggiori garanzie in questo momento della stagione? La partita, come scritto, pesa tantissimo e le valutazioni vanno prese una a una con il massimo della lucidità possibile. Come sempre il tecnico parlerà con grande chiarezza ad entrambi, cercando magari di interpretare segnali che possano guidarlo nella decisione finale.
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