Dalla Serie C alla Serie A il passo è grande, ma Pedro Felipe è pronto a lasciare il segno anche nel massimo campionato italiano. Il difensore brasiliano lo scorso gennaio ha salutato la Juve ext Gen e si è trasferito in prestito con diritto di riscatto al Sassuolo. Per il classe 2004 sarà l'occasione perfetta per confrontarsi con il calcio che conta, magari seguendo le orme di un altro ex bianconero come Tarik Muharemovic. Intervistato dai canali ufficiali del club neroverde, il classe 2004 ha rivelato: "Posso dirvi che ho un bellissimo rapporto con lui. Lo conosco da prima, abbiamo giocato un anno insieme alla Juventus Next Gen. Poi lui è venuto a Sassuolo, e prima di venire qui l'ho sentito, mi ha detto che si sta bene: abbiamo un bellissimo rapporto. È un amico anche fuori dal campo".
L'arrivo al Sassuolo: "Mamma mia!"
Sul Sassuolo ha quindi aggiunto: "Esci da una seconda squadra e poi vai a fare la Serie A nel Sassuolo, dico 'mamma mia'! Ringrazio Dio, perché per me è una cosa molto importante essere qua. C'è una bella squadra, tanti giocatori giovani, mi sembra un gruppo importante. Anche il mister e lo staff mi hanno accolto bene, ogni giorno mi insegnano qualcosa. Obiettivi? Prima di tutto diventare un giocatore importante, arrivare ad alto livello così da poter sempre aiutare la mia famiglia, le persone che mi stanno vicino, gli amici. Ed essere una persona buona".
"Torino? Non ero abituato al freddo, stavo male. A mia madre dicevo…"
Dal Brasile all'Italia, Pedro Felipe ha poi ricordato anche i suoi inizi: "Vengo da una famiglia umile e quando ho iniziato a giocare ho pensato che il calcio potesse aiutare i miei. Così è diventato il mio lavoro, una cosa seria, che non faccio solo per divertirmi. Il calcio è la mia vita. Ho lasciato da casa da piccolo, avevo 11 anni la prima volta: giocavo nella mia città, ho visto una persona di Vitoria che mi ha chiesto di chiamare il responsabile, e dopo un mese mi hanno preso lì. Quel periodo mi ha insegnato tanto, ero ancora un bambino e non sapevo molto della vita. Mi mancava la mia famiglia e volevo essere forte ogni giorno per loro. Lì mi è stato insegnato a essere uomo". Ma l'arrivo a Torino è stato tutt'altro che semplice: "Era tutto diverso, non ero abituato al freddo e quando sono arrivato qui lo sentivo molto. Stavo male, chiamavo mia madre e le dicevo che non era normale che fosse sempre così freddo".
© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Sassuolo