Pedro Felipe si presenta. Il neo difensore del Sassuolo, arrivato alla corte di Fabio Grosso nelle ultime ore del mercato invernale, si è presentato ai tifosi neroverdi, raccontando le tappe della sua giovane carriera, già caratterizzata da un infortunio importante. Poi, il Palmeiras e la chiamata della Juventus, prima di approdare in Emilia per affrontare la Serie A da protagonista.
La storia di Pedro Felipe: dal Vitoria all'infortunio al ginocchio
Pedro Felipe si è raccontato al canale ufficiale del Sassuolo, tra i primi passi nel mondo del calcio e la sua crescita in Brasile: "ll calcio è la mia vita da quando sono piccolo, il Vitoria mi ha aiutato tanto, sono cresciuto e poi da lì il calcio è diventato il mio lavoro. L'Italia è un altro Paese, un'altra lingua, un altro ambiente, non ero abituato al freddo. Mamma mia, quando son venuto qui faceva molto freddo, chiamavo anche mia madre e le dicevo che stavo male. L'infortunio al ginocchio? Quando mi sono rotto il crociato, era una roba che non passava mai. Non sapevo come uscire da quel momento, ma è qualcosa che deve farti diventare più forte, uscendone con le persone che ti sono vicino. Poi tornare dopo 10 mesi, segnare in una partita ufficiale, sentire quelle emozioni, è stato un momento molto speciale per me".
L'approdo alla Juve e il trasferimento al Sassuolo
Dall'esperienza nella Juve Next Gen alla chiamata del Sassuolo: "L'arrivo alla Juve? Momento molto importante per me, dove ho iniziato a crescere, perché sei nella seconda squadra ma se fai bene hai la possibilità di andare con quei giocatori lì. In tanti mi hanno aiutato, da Bremer a Cabal, Locatelli, tutti mi hanno dato una mano. Quando ti alleni con loro, ti accorgi che sono forti come calciatori e come persone. Il Sassuolo? Ho trovato una bella squadra, con giocatori forti, con tanti giovani e un allenatore che mi ha aiutato tanto sin dal primo momento. È un gruppo molto compatto, molto unito, mi trovo molto bene", parola di Pedro Felipe.
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