Il cuore non è bastato, ma c’è stato tanto orgoglio nel tentativo di rimontare il Galatasaray nella partita di ritorno dei playoff di Champions League. La Juventus ci ha provato e ha sfiorato l’impresa, emozionando chi era allo stadio, ora però tocca guardare avanti e nel weekend arriverà un impegno altrettanto complicato contro la Roma all’Olimpico. Forse l’ultimo treno da cogliere per rimanere coinvolti nella corsa alla prossima Champions. Alessandro Del Piero, storico capitano bianconero, ne ha parlato all’evento Adidas "Unexpected" che si è tenuto ieri sera all'università Bocconi di Milano. In occasione della Fashion Week, l’ex attaccante dell’Italia e della Juve ha reso omaggio a un’epoca iconica del calcio azzurro indossando la Jersey Italia 1970. C’erano anche Rafael Leao del Milan, Dimarco e Frattesi dell’Inter.
Come ne esce il calcio italiano dall’ultimo turno di Champions?
«La competizione nel calcio europeo è cambiata da tempo. A volte arrivano in finale di Champions squadre che non avremmo minimamente immaginato essere lì. Questo accade perché tutti studiano, si impegnano, ci danno dentro e cercano di migliorarsi, ambiscono a diventare i più forti. Oggi è così, sempre di più, bisogna che le squadre italiane si adeguino a questo».
La Juventus ci è andata vicino, l’Inter è uscita clamorosamente. Colpaccio dell’Atalanta…
«L’Atalanta ha fatto un'impresa storica, bellissima, la Juventus invece ci è andata veramente molto vicino, l’Inter ha avuto questa defaillance. Vedremo le altre come andranno. C’è poco altro da dire, bisogna cercare sempre di migliorarsi».
Lo spirito messo in campo dai bianconeri nel tentativo di rimontare il Galatasaray è stato convincente?
«Mercoledì sera ero allo stadio, ho vissuto una serata pazzesca, la Juve mi ha emozionato; ha fatto una prova incredibilmente alta sotto tutti i profili, inoltre era pure in 10 contro 11. Quindi, se ci soffermiamo alla partita col Galatasaray, sicuramente è stato un bel segnale per la Juve, nonostante sia uscita dalla Champions League».
Si aspettava questa prova d’orgoglio?
«Sì, ci sono momenti e momenti, partite e partite, quindi è ovvio che quando sei all'interno della squadra sai quando fare una cosa. Poi bisogna dire che spesso cerchi di farla nel modo giusto però ci sono gli avversari che non te lo permettono. Ma contro il Galatasaray è stato davvero un bel segnale per la squadra».
A questo punto diventa decisivo lo scontro diretto contro la Roma?
«Certo che può esserlo, dipenderà anche dai risultati delle altre. Alla Juventus hanno un allenatore come Spalletti che ha un’esperienza tale che sicuramente saprà analizzare bene il tutto».
L’Inter ha dieci punti di vantaggio, pensa che il discorso scudetto sia chiuso? Oppure il derby potrebbe riaprirlo?
«C’è lo sconto diretto col Milan, quindi staremo a vedere, bisognerà vedere come andrà questo big match e soprattutto come reagiranno le squadre».
L’Italia ce la farà ad andare ai Mondiali?
«È quello che speriamo tutti quanti, davvero speriamo. C’è anche Rino, è un mio ex compagno, quindi un motivo in più per tifare».