Esclusiva TMW
L'ex difensore della **Juventus** ed oggi tecnico della **Pianese**, **Alessandro Birindelli**, ha raccontato a _TuttoMercatoWeb.com_ la sua esperienza in Serie C e le sue impressioni su alcuni temi caldi di casa bianconera.
**Come sta andando l'esperienza alla Pianese?**
"È il primo anno per me come allenatore in categoria visto che ho sempre lavorato a livello di settore giovanile, per scelta. Ho trovato l'ambiente ideale, sia come gruppo squadra che come staff e società. Nella quale ti lasciano lavorare, non ti fanno mancare niente e c'è serietà. Questo ci permette di fare del nostro meglio nel quotidiano".
**Attualmente state sorprendendo e siete al settimo posto: l'obiettivo qual è?**
"L'obiettivo primario è quello di mantenere la categoria. Siamo in una città di 3800 anime, è già tanta roba essere arrivati fra i professionisti. La proprietà è forte, ma anche consapevole di dove siamo: ha voglia di dare continuità in questa categoria".
**Lei ha sempre lavorato con i giovani ed ora si trova in una categoria dove molti di loro si vanno a testare. Com'è per un giovane il salto dal settore giovanile ai professionisti?**
"Non è semplice. Come in tutte le cose serve un adattamento. Noi abbiamo la necessità di far giocare i giovani: all'inizio di 'quote' ce n'erano tre, ora siamo a 5-6 a partita. Certi ragazzi hanno fatto un percorso di 3-4 mesi di adattamento nel quale hanno capito come ci si allena dai più esperti e come ci si comporta anche fuori dal campo. Ci vuole coraggio e attenzione nel saperli aspettare, per poi inserirli senza metterli in difficoltà. Se sei in un ambiente che ti permette tutto questo, per un giovane diventa più facile".
**La Juventus ha incassato una delusione in Champions. Ma l'impresa sfiorata con il Galatasaray in qualche modo rafforza i bianconeri?**
"Credo di sì. La Juventus dall'arrivo di Spalletti ha fatto un salto a livello di convinzione, prestazione, autostima. È stato sempre un crescendo, al di là di qualche incidente di percorso che ci sta. Dominare le partite ti porta ogni tanto a correre dei rischi. Sono stati bravi con il Galatasaray, dominando dall'inizio, ma c'è stata sfortuna. Si meritavano la qualificazione. Gli episodi poi non sta a me commentarli, ma il risultato sta stretto".
**Da fuori si augura che la Juventus continui con Spalletti?**
"Non vedo allenatori in giro migliori di Spalletti per gestire non solo il momento, ma anche il ritorno di questa squadra a certi livelli. Sia a livello tecnico-tattico, che per l'aiuto nella gestione del mercato: ci sono ruoli ben definiti, ma l'apporto di uno come Spalletti può essere fondamentale per far crescere tutti. Il mio amico Giorgio (Chiellini, n.d.r.) è stato chiaro su questo, dicendo che non c'è alcun dubbio sul fatto di andare avanti con lui".
**Come si spiega il fatto che i bianconeri subiscano così tanti gol ultimamente?**
"Innanzitutto cambiare sempre gli interpreti non ti porta quella confidenza e feeling che, soprattutto nel reparto difensivo, ci vogliono. Ci sono però giocatori, anche giovani, importanti e forti. Come vale per noi in C, vale anche per loro: se trovi un giovane ci punti, ma devi fare i conti anche con un percorso di crescita, che passa attraverso qualche errore. Che c'è stato: nei gol subiti non ricordo scivoloni a livello di squadra, ma individuale. I giocatori che ci sono, sono importanti, serve la pazienza di aspettarli".
**Quanti giocatori "da Juve" servono per alzare l'asticella e puntare allo Scudetto?**
"Al di là di 'quanti', secondo me bisognerebbe capire chi rimarrà e chi no. In tutti i campionati c'è bisogno di attaccanti che ti portino dei gol. In mezzo a tanti buoni giocatori quest'anno non c'è stato un bomber vero, di razza, che abbia fatto gol con continuità. Sicuramente bisognerà individuare lì davanti chi andrà ad affiancare i vari Conceicao ed Yildiz".
**Poi?**
"A McKennie bisogna dargli prima o poi un ruolo definito e non fargli fare il 'giracampo', anche se lo fa benissimo, visto che è un giocatore universale. Sono sicuro che i dirigenti stiano già lavorando per il futuro. Con l'allenatore, che spero e credo sarà Spalletti, staranno facendo valutazioni".
**3 squadre su 4 italiane fuori dalla Champions.**
"Le squadre italiane secondo me sono forti, l'Atalanta lo ha dimostrato. Non cito l'Atalanta a caso. Abbiamo degli esempi di chi lavora bene, che però rimangono isolati. A me piacerebbe che tante squadre prendessero esempio dai bergamaschi. A chi fa bene vanno fatti i complimenti, ma poi si deve capire come fa ad arrivare a questi livelli. Non bisogna sempre cercare un perché in altre cose: l'Atalanta lavora con programmazione, nel tempo e con il settore giovanile, si autofinanzia. Bisogna andare a lezione da loro".
**La corsa Scudetto e per un posto in Champions come finirà?**
"Per la Champions ci sarà bagarre fino all'ultima giornata, le squadre sono quelle che vediamo ora in corsa. Lo Scudetto lo può perdere solo l'Inter".