Quattro italiane agli ottavi di Europa League di cui due, Atalanta e Roma, le uniche che hanno vinto una coppa europea per l'Italia negli ultimi quindici anni. Un caso, o forse no, di cui si parla in tutto il mondo. Napoli, Inter e Juve a casa, i campioni d'Italia senza neppure passare dai playoff. Le squadre di Chivu e Spalletti eliminate da formazioni norvegesi e turche. L'Italia, tutta, che trema all'idea del terzo Mondiale di fila saltato. Atalanta e Roma e, appunto, Bologna e Fiorentina le uniche reduci. Una in Champions, due in Europa League, una in Conference, solo i giallorossi qualificati direttamente dal maxi girone. "Che succede, davvero il calcio italiano è messo così male?". L'analisi è del New York Times ed è spietata. Per quanto, alla fine, si tenda una carezza al nostro pallone, sempre così amato al di là dell'oceano. Anche se non più con i campioni di prima.
Italia, che imbarazzo
L'articolo inizia così e c'è ben poco da commentare: "I campioni della Serie A non superano la fase a gironi della Champions League. L'attuale capolista del campionato con 10 punti di vantaggio è stata eliminata Bodø/Glimt. Due squadre eliminate ai play-off in questa stagione. Tre la scorsa stagione. Eliminazioni per mano di belgi e olandesi nel 2025, norvegesi e turchi nel 2026. Giocatori scartati come Ivan Perisic, Noa Lang, Victor Osimhen e Jens Petter Hauge che tornano a tormentare il loro vecchio campionato. Titoli che lo definiscono un "disastro". Conduttori di talk show che fanno affermazioni sensazionalistiche sul fatto che il monte stipendi del Bodø/Glimt sia l'equivalente di quello di Catania, Salernitana, Vicenza e Benevento. Che imbarazzo. L'ansia di un Paese si è fatta più forte in vista dello spareggio della nazionale contro l'Irlanda del Nord il mese prossimo, quando il rischio di perdere un altro Mondiale, il terzo consecutivo, incombe di nuovo". Il testo prosegue poi con un'analisi di tutto quello che è stato finora il cammino dei club italiani nelle coppe europee, ci sono analisi e statistiche e un'altra chiara considerazione sui fasti d'oro del nostro campionato: "A meno che il tasso di natalità non aumenti e dia vita a una generazione d'oro, i fondi sovrani non inizino improvvisamente a investire in club, leghe e federazioni italiane, eliminino i controlli sui costi e un cigno nero colpisca la Premier League, quei giorni non torneranno".
Flop calcio italiano, come stanno davvero le cose
Probabilmente è così ma alla fine il New York Times regala anche un altro punto di vista. Che un po' stupisce, visto che negli Usa si parla, e molto, della Champions League e di come, miracoli Atalanta a parte, l'Italia resti fuori anche quest'anno dalla coppa nonostante le due finali in tre anni dell'Inter. "Il calcio italiano - prosegue l'articolo - è stato innegabilmente più volubile rispetto ai suoi pari in Europa negli ultimi anni. Europei vinti, Mondiali saltati. Una semifinale di Champions League, una delle più grandi di sempre, è stata seguita da una finale storicamente pessima (ma pur sempre una finale!). Nessuno ha mantenuto lo Scudetto in questo decennio (e questa è una buona cosa, no?). E mentre sembra impossibile raggiungere la Premier League con i diritti televisivi, si stanno facendo progressi per rendere la Serie A più stabile. Ha la possibilità di diventare migliore degli altri come campionato, piuttosto che accontentarsi di essere qualcosa da fare per una o due squadre tra una partita di Champions League e l'altra, come nel caso della Liga per Real Madrid e Barcellona, della Bundesliga per il Bayern e della Ligue 1 per il PSG. Più della metà dei club di Serie A sono di proprietà straniera e, nel caso dei club milanesi, finalmente in mani solide. Si tratta di investimenti che la Germania non può attrarre a causa della sua regola del 50+1. Queste acquisizioni non stanno avvenendo nemmeno in Spagna, in parte a causa del modello socios. Organizzare Euro 2032 insieme alla Turchia significa riformare gli stadi, come chiunque sia stato all'Artemio Franchi di Firenze avrà notato. Certo, la Serie A potrebbe non essere più bella come lo era negli anni '90. Ma non è nemmeno così brutta come vorrebbero farci credere ". E allora non resta che aspettare e vedere. Sperando che Atalanta, Bologna, Fiorentina e Roma vadano avanti. Questione di ranking e non solo.
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