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"Con Spalletti tremendi, Inter e Galatasaray dominate!": Fabregas loda ancora la Juve

Ancora elogi alla Juve. Cesc Fabregas, tecnico del Como, ha parlato in conferenza stampa alla vigilia del match contro il Lecce. Tanti i temi toccati dal tecnico spagnolo, che a precisa domanda è tornato anche sulla vittoria ottenuta contro la squadra di Luciano Spalletti all'Allianz Stadium, riempiendo di complimenti i bianconeri. Complimenti che, d'altronde, Fabregas non aveva lesinato neanche nell'immediato post partita di Torino, frangente nel quale aveva definito la Juve come "il Real Madrid d'Italia".

Como-Lecce, parla Fabregas

Fabregas ha parlato innanzitutto del match contro il Lecce di domani: "Come si prepara? Con serenità. Ora siamo in una fase più matura, più abituati ad affrontare sia squadre che lottano per la salvezza sia formazioni di alto livello. Mi aspetto un Lecce che verrà qui per giocarsela e fare punti. Cercheremo di fare tutto con umiltà e tranquillità, preparando la gara in maniera importante".

Su assenze e acciacchi: "Mi dispiace tantissimo per Jayden (Addai). È successo sull’ultimo pallone dell’allenamento: Adrien ha cambiato gioco, lui ha controllato di petto ma, ricadendo, Smolcic e Van der Brempt hanno sentito un ‘clack’. Una notizia davvero brutta per un ragazzo di 20 anni che aveva appena iniziato il suo percorso nel calcio. Stava dando tantissimo, è un tipo di giocatore che oggi si vede poco. Diao rientra tra i convocati domani, può scendere in campo ma non dall’inizio. Con lui dobbiamo essere prudenti. Anche Goldaniga sarà a disposizione. Baturina invece non recupera per questa gara, vedremo se potrà esserci martedì contro l’Inter (in Coppa Italia, ndr)".

I moduli e la gestione del centrocampo

Il Como fino ad ora è stato abbastanza camaleontico, cambiando tante versioni di sé stesso: "Cambiare troppo per me è sempre un pericolo. Ma quanto più versatile sei, più pericoloso sei. Però c'è bisogno di tempo. Giocare con una linea a cinque oppure con un centrocampo a cinque, non si può fare tutto in un giorno. Per me la cosa più importante è convincere i giocatori, perché se non lo sono non andrà bene. E poi ognuno saprà tatticamente cosa deve fare. Nella palla persa con la Fiorentina non siamo stati capaci di aggredire, ma dobbiamo essere bravi nel sapere chi siamo e come vogliamo saper fare le cose".

Come giudica Sergi Roberto, Caqueret e Da Cunha insieme? "Laho sta iniziando a comprendere il modello, i meccanismi e la struttura di gioco. Quando inserisci tanti centrocampisti poi hai più nessuno, invece è fondamentale avere energie fresche in quel reparto. Stiamo gestendo bene i minuti di Sergi Roberto, evitando di ripetere lo stesso errore di inserirlo dal 1'. Perrone è in grande forma, Caqueret sta rendendo al suo livello. È importante alternarli con criterio. La stagione ha momenti diversi e tutto dipende dal tipo di partita".

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