INVIATO A LONDRA - La Juve non ha bisogno di una nuova rivoluzione. Damien Comolli ha chiaramente parlato di continuità e allineamento: un'altra giravolta in panchina è l'ultimo dei pensieri del club, che infatti sta provando ad esaudire tutti i desideri diLuciano Spalletti. Partendo dal rinnovo pluriennale di Kenan Yildiz, argomento smarcato già ad inizio mese. Passando per l'accordo raggiunto per Weston McKennie, centrale nelle riflessioni tecniche e tattiche dell'allenatore. Ma non è solo il tema giocatori a scaldare Lucio, che a partire dall'estate potrebbe accogliere nuove figure all'interno dello staff. Una manovra che tra fine ottobre e inizio novembre Spalletti ha soltanto accennato.
Lo staff di Spalletti
Alla Continassa, infatti, ha scelto di portare uno staff estremamente snello, da intese con una Juve che ha dato il via libera soltanto per quattro elementi. Lo storico vice Marco Domenichini, i due collaboratori tecnici Giovanni Martusciello e Salvatore Russo e pure Francesco Sinatti, il preparatore atletico che ha rimesso in moto la Juve autunnale che aveva le gomme a terra. Manca, per esempio, un preparatore dei portieri, ruolo che sta ricoprendo il solo Tommaso Orsini, cresciuto sotto l'ala di Claudio Filippi, oggi al Milan. È possibile che Spalletti riallacci i contatti con Adriano Bonaiuti, un uomo che stima da una vita: hanno lavorato insieme all'Udinese, alla Roma e all'Inter. Può arricchire lo staff: ormai l'orientamento di quasi tutti i club è quello di poter contare su due figure distinte per i portieri.
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