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Perché Spalletti non parlerà prima di Roma-Juve e perché al suo posto ci sarà Kalulu: non solo…

n giorno la Juve è diventata “invisibile”. Niente Continassa, ieri i bianconeri sono rimasti a casa per una scelta precisa di Spalletti che ha deciso di concedere un giorno di pausa ai suoi giocatori reduci dalla beffa europea con il Galatasaray. Lo sforzo contro i turchi, che per poco non ha portato a una rimonta storica, è costato tanto a livello fisico e mentale al gruppo, così il tecnico ha scelto il riposo come alleato in vista della trasferta a Roma che mette in palio un bel pezzo di quarto posto. Ecco allora che l’allenamento è diventato “invisibile”, come ama definirlo Lucio: **meglio restare a casa a recuperare energie.** Una scelta atipica ma necessaria per presentarsi al meglio domani all’Olimpico e oltretutto non nuova. D’altra parte la Juve ha speso tantissimo nell’ultimo periodo: mercoledì ha giocato 120 minuti contro il Gala, 72 dei quali in inferiorità numerica per l’espulsione errata di Kelly. Si è trattato del terzo rosso nelle ultime quattro partite, dopo quello inventato a Kalulu contro l’[Inter](/squadra/calcio/inter/t127) (48 minuti in dieci) e quello giusto a Cabal a Istanbul (23 minuti con un uomo in meno). **In totale sono 143 i minuti di gara su 390 in inferiorità**. Tantissimo in un periodo molto delicato e “pesante” nell’economia della rincorsa all’ultimo, ma imprescindibile, obiettivo stagionale rimasto. Il ritrovo è fissato per oggi per l’allenamento di rifinitura in vista della partenza per Roma.

Pure per il viaggio nella capitale, il programma è differente dalle consuetudini ma non si tratta di una prima volta: la comitiva juventina volerà nella capitale solo domattina, come già accaduto in occasione di altre trasferte vicine a Torino (l’ultimo esempio in ordine di tempo è il match con l’Inter) o di medio raggio (Bologna) ma anche di viaggi più lunghi, come a Napoli. Niente ritiro e trasferimento nello stesso giorno della partita. Scelta ponderata per limitare al massimo lo stress. Lucio l’ha spiegata più volte: «Il ritiro non è un luogo ma un condizionamento, una fatica in più. Diventa una corrosione, una ruggine per i muscoli e per la testa. Se si ha un gruppo di bravi ragazzi, non si va in ritiro. Tanto chi veste la maglia della Juve in ritiro lo è sempre, anche quando è a casa». Riposo e senso di responsabilità come alleati. **Pure Spalletti è apparso provato dopo la notte di Champions, tanto che non si è presentato davanti alle telecamere nel post partita e anche oggi resterà in silenzio, come già accaduto prima dell’Inter. In conferenza stampa parlerà Kalulu.** Scelta non casuale: dopo il rosso di San Siro, solo un’intervista all’Equipe (mercoledì) oscurata dalla cronaca causa Champions. 

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