Gasperini: "Nella mia Juve il calcio si faceva molto bene"
"Champions o finale di Europa League? È difficile fare una previsione del genere. In questo momento siamo ancora dentro a tutto. Tre mesi sono tanti, ma allo stesso tempo sono pochi. Dobbiamo cercare di essere competitivi in campionato e di ottenere il massimo possibile nel torneo in cui siamo impegnati. Allo stesso modo dobbiamo restare dentro all’Europa League. Dopo questa settimana entreremo in una fase fatta solo di partite importanti: in Europa League saranno decisive, in campionato bisognerà restare agganciati e cercare di posizionarsi nel modo migliore possibile. Ci sono però tante varianti. Da una settimana all’altra cambiano le situazioni: squalifiche, giocatori limitati tra campionato ed Europa. In Europa, ad esempio, alcuni come Ferguson o Reyna non sono in lista. Per questo bisogna pensare partita per partita e cercare di ottenere il massimo da ogni gara. La Juventus per me è stata una palestra incredibile. Ho trascorso dieci anni da ragazzino, poi altrettanti come allenatore del settore giovanile e cinque da tecnico della Primavera. È stata una grandissima formazione, sia dal punto di vista personale sia calcistico. Era una società dove il calcio si faceva molto bene. Mi ha dato l’opportunità di crescere, di lavorare nel settore giovanile e di girare l’Europa per osservare squadre e giocatori. È stata un’esperienza che mi ha aiutato moltissimo nella mia carriera".
Gasperini: "Quota Champions superiore a 70 punti"
"Difesa a 4? Il fatto di poterlo utilizzare anche in gara, e non solo in allenamento, ti dà qualche certezza in più. Se una soluzione è già stata provata in partita ed è andata bene, ti dà esperienza, ti dà curriculum, e questo ti permette di passare più facilmente da una situazione all’altra. Vale anche per i giocatori: sono situazioni che hanno già vissuto, che hanno già funzionato. Poi è chiaro che molto dipende dalla partita, dall’avversario e dalla nostra rosa. In questo momento abbiamo sicuramente tanti centrocampisti a disposizione, e stanno facendo bene. Forse siamo un po’ più carenti nei ruoli di esterni offensivi, però sono tutte esperienze che aiutano e che potranno tornarci utili in questo finale di stagione. La quota Champions? Non so, di solito è stata 70-72 punti, forse ora anche di più. L’anno scorso le squadre coinvolte erano tante: c’era la Roma, c’era il Milan, c’era la Lazio. Insomma, il gruppo era molto più ampio. Quest’anno magari il Bologna si è staccato prima, la Lazio si è staccata prima e la situazione è cambiata. Come ho detto prima, in questo momento è fondamentale chi riesce a fare uno strappo con una serie di vittorie consecutive. Una striscia positiva può darti un vantaggio importante e permetterti di prendere margine sulle altre".
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