La Juventus, ormai si sa, non ha nessun dubbio sul futuro di Luciano Spalletti e al più presto inizierà ad intavolare la trattativa per il suo rinnovo fino al 2028. I benefici del suo lavoro sulla squadra sono sotto gli occhi di tutti e tra i tifosi c'è chi si chiede come sarebbe andata la stagione se la Vecchia Signora avesse iniziato il suo percorso fin da subito con il tecnico di Certaldo. Ora c'è la sfida contro la Roma, uno snodo di vitale importanza per la stagione dei bianconeri che dopo l'amarezza dell'eliminazione contro il Galatsaray devono rimanere attaccati al treno per entrare in Champions League. I giallorossi sono a +4 e stanno vivendo una grande annata sotto la guida di Gasperini, in piena corsa per la lotta al quarto posto e agli ottavi di Europa League.
Gasperini-Juve, la verità
Proprio nella conferenza stampa della vigilia Gasp ha riparlato della sua esperienza con i bianconeri durante la prima fase della sua carriera definendola un "palestra incredibile, mi ha dato l'opportunità di crescere, di lavorare nel settore giovanile e di girare l'Europa per osservare squadre e giocatori". E pensare che Gasp, prima di sbarcare nella capitale, un pensierino sul ritorno a 'casa' l'aveva fatto. No, non è infatti stato Comolli a chiamarlo al telefono per poi incassare un presunto netto rifiuto pensando solo alla Roma. La verità è un'altra. Infatti, mentre la Juventus pianificava la sua stagione, è stato proprio l'entourage dell'ex allenatore dell'Atalanta a proporsi per la panchina della Juve. A quel punto, la società ha consapevolmente deciso di non farsi avanti e di non avanzare nessuna proposta per il ritorno Gian Piero proseguendo con Igor Tudor, prima dell'esonero e dell'arrivo di Luciano Spalletti.
WHATSAPP TUTTOSPORT: clicca qui e iscriviti ora al nuovo canale, resta aggiornato LIVE
© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus