TORINO - Due giorni dopo l'eliminazione in Coppa Italia contro l'Atalanta, la Juventus ufficializzava il rinnovo di Kenan Yildiz. Stella indiscussa, numero dieci sulle spalle, considerato tra i migliori della Serie A, sicuramente il più giovane. Già capitano, con quindici anni di carriera davanti. Il prolungamento era segnale per misurare rinnovate ambizioni, almeno fino al 30 giugno 2030, nuova scadenza per il fantasista turco. Un solo anno in più rispetto alla precedente quando però guadagnava uno stipendio non all'altezza dei suoi standard (1,5 milioni annui), soprattutto considerando che il club ha speso 15 milioni per il bonus alla firma di Jonathan David, più 6 all'anno di ingaggio. Così i primi contatti parlavano di una proposta di poco superiore ai 4 milioni, con una controproposta di almeno 6, proprio come i più pagati della rosa (il canadese, appunto, e Bremer). La trattativa è durata mesi e, come spesso capita con l'astro nascente di un determinato club, le richieste sono cresciute sino a gennaio, quando è stata trovata la quadratura definitiva.
Bonus alla firme e cifre
Yildiz sarà il secondo più pagato della Juve, dietro solo a Vlahovic. Il quinquennale che ha firmato è da sette milioni di euro a stagione, quindi sopra il tetto ingaggi che era stato indicato come sostenibile dopo i dodici netti (ventitré lordi) corrisposti al serbo e considerati come un'esagerazione per il nostro campionato. Oltre a questi emolumenti da top - come del resto è - c'è anche un cospicuo bonus alla firma da 6 milioni, non è dato sapere se spalmato negli ultimi due anni (come successo con Vlahovic del resto, ma sarebbe un autogol perché poi diventerebbe complicato da rinnovare a pochi mesi dalla scadenza) oppure subito, come sembrerebbe suggerire la dicitura stessa. Così l'investimento nel corso dei cinque anni è in una forbice tra i 70 e gli 80 milioni, gli stessi che rappresenterebbero la cifra per sedersi al tavolo in estate da un eventuale acquirente, ammesso e non concesso che non venga centrato il quarto posto. Dall'altro lato i bianconeri hanno ristretto di molto il campo, perché uno stipendio maggiore rispetto a quello attuale arriverebbe solamente dalle big di Premier o Liga, dal Paris Saint Germain (che paga così Kvaratskhelia), dai soliti Galatasaray e Fenerbahce oppure dall'Arabia. Più è alto l'ingaggio, meno costa il cartellino, come testimonia l’affare Osimhen in Turchia.
Ultimo tentativo per Vlahovic
Ridiscusso il centro della politica ingaggi, la Juve cercherà nelle prossime settimane di confermare anche Vlahovic. Magari con un'operazione simile a quella di Yildiz, cioè con un bonus alla firma - non straordinariamente alto - più uno stipendio fissato a 7 milioni, magari qualcosina di più facendo uno sforzo. Però il metro di paragone oramai è stato scelto e non ci saranno ingaggi folli, tanto più che non ci sono tanti club interessati a lui oltre a Barcellona, per sostituire Lewandowski, e il Milan di Allegri.
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