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Juve, la Roma non vale solo la Champions: perché è una sfida da non fallire

La Capitale chiama, il capitale… risponde. Progettualità finanziaria, ambizioni per la stagione a venire, credibilità, oltre alla conferma tangibile che la direzione intrapresa - dopo 5 anni passati a tappare le falle delle precedenti gestioni - è finalmente quella giusta. Il piatto che divide Roma e Juve straborda di fiches. Niente più deroghe: le puntate di Gasperini e Spalletti sono già lì, al centro del tavolo. Non resta che scoprire le carte per decretare vinti e vincitori. Qualsiasi parziale, del resto, ci dirà moltissimo, se non tutto, delle rispettive stagioni. Sì, anche il pareggio, dal momento che i bianconeri perderebbero una chance colossale per accorciare sul quarto posto, oggi distante 4 punti. Un bonus che la Juve non può più permettersi: il Como, ieri, ha coronato il sorpasso strapazzando il Lecce; il Napoli, a corto di fiato e idee, ha ricominciato a carburare, così come l’Atalanta, rivitalizzata dalla cura Palladino e ora a -1 dalla squadra di Spalletti. Un ko all’Olimpico - manco a dirlo - seppur con undici gare di campionato ancora da giocare, oltre a ridimensionare la reazione di spirito inscenata dai bianconeri contro il Galatasaray, renderebbe la qualificazione in Champions (l’unico obiettivo non negoziabile) un miraggio fatto e finito.

L'importanza della Champions

Senza i ricavi della competizione - 64,5 i milioni raccolti tra partecipazione e risultati, ossigeno puro per un club che deve ricostruire senza svendersi, e che spera di raggiungere entro il 2027 il pareggio di bilancio - tutto e proprio tutto verrebbe rimesso in discussione, persino la permanenza dello stesso Spalletti, conscio che il mercato “rivoluzionario” promessogli dal club, si trasformerebbe in una timida corsa agli esuberi. Insomma, la Juve ripartirebbe, come al gioco dell’oca, dalla prima casella, rassegnandosi all’idea di vivere l’ennesimo anno zero. Servirà allora essere “uomini forti dai destini forti”, per parafrasare lo stesso Lucio. Una squadra ben organizzata a livello tattico, immune per quanto possibile alle defezioni - contro i giallorossi non ci sarà capitan Locatelli, squalificato -, lucida, spigliata e pragmatica nei momenti chiave della partita. Sia che Spalletti decida di giocare a 4, viste le risposte dell’Allianz e il recupero di Bremer che dovrebbe tornare dal primo minuto, o viceversa mettersi a specchio, il canovaccio dovrebbe essere grossomodo lo stesso.

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