A volte ritornano. Anche a margine delle scaramucce più spiacevoli, come quelle inscenate da Teun Koopmeiners nell’estate del 2024 tra certificati medici falsi e assenze ingiustificate dalle pratiche di allenamento di Zingonia. Voleva la Juve a tutti i costi e, alla fine, l’ha avuta. Il resto fa storia a sé: prestazioni al di sotto delle aspettative - altissime per un profilo costato 58.4 milioni e chiamato a caricarsi sulle spalle il peso di un centrocampo monopasso -, infortuni, e i molteplici cambi in panchina che, di certo, non l’hanno aiutato a uscire dalla crisi. La Juve lo ha aspettato, con pazienza, confermandolo in estate nella speranza che Tudor potesse reinstradarlo verso la sua miglior versione. È passato un anno e mezzo dal suo approdo in bianconero, eppure - salvo qualche serata sporadica qua e là - l’impressione è che il vero Koop non si sia ancora visto.
Timidi segnali di ripresa
Almeno, fino alle due partite dei playoff di Champions contro il Galatasaray. Gare in cui l’olandese - dopo una serie di esperimenti tattici in tutte le zone del campo, difesa compresa - è tornato in quella che, forse, a questo punto pare essere la sua posizione ideale: la mezzala nel 4-3-3. Timidi segnali di ripresa - troppo presto per poterlo dire nuovamente a fuoco sotto la guida di Luciano Spalletti - che, comunque avrebbero attirato l’interesse di una serie di club europei. Sull’olandese non c’è infatti solo il Galatasaray - che l’ha inseguito per tutta la finestra di mercato invernale - ma anche la Roma del suo padre calcistico: Gian Piero Gasperini. Lui, che giusto 8 mesi fa avrebbe potuto riabbracciarlo proprio in bianconero, prima di cedere alle avances della Roma. E questo - dicevamo - al netto della recente involuzione di Koop, sulla falsa riga dei tanti gioielli che, una volta lasciata la Dea, hanno finito per smarrirsi.
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