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Spalletti senza filtri: "Per una squadra sana di testa sarebbe stata una montagna..."

La notte di Luciano Spalletti, in quello che una volta (in due occasioni) era il suo stadio, ha avuto dentro di tutto. I fischi al momento delle formazioni, le discussioni con i giocatori - suoi e degli altri -, i cori per Totti, le esultanze in extremis. Ma anche i cambi azzeccati che hanno rimesso le cose a posto per lui e la Juventus. "Sono felice per la reazione ma - ammette Spalletti - se vedo delle ipotetiche situazioni che la squadra si era fatta nel primo tempo non sono molto contento. Si esce dalla Champions così, con quella fatica, di esclusione, di dispiacere e dolore. Mettere in ordine queste cose e stare sotto di due gol: una montagna difficile da scalare. Invece i giocatori ci hanno creduto. Ma siamo stati leggeri sul secondo e terzo gol. Sotto l'aspetto della voglia 110 e lode, sotto l'aspetto della qualità qualcosa abbiamo lasciato".

Spalletti e i cambi giusti

I suoi cambi sono stati decisivi e Spalletti li racconta così: "Quando avrai 66 anni come me… (riferito al giornalista, ndr) tu pensi sempre di recuperare la partita. I cambi li fai per questo, speri. Questo calcio è un po’ così, con le vampate di entusiasmo, di depressione. Yildiz può fare sempre la giocata, Zeghrova può tirare fuori qualcosa, così come Boga. Bisogna sempre essere fiduciosi, nello sport e nella vita. Abbiamo giocato 5 partite di cui 3 in inferiorità numerica. E ti stremano. Senza punti e rientri nello spogliatoio con le orecchie abbassate. Con il Galatasaray uguale. Puoi trovare tutte le partite possibili per aumentare la fiducia e gli stimoli che la Juve deve sempre avere. I tifosi ci hanno aiutato: se indossano con noi la maglia pesa meno". Ce ne erano 3500 all'Olimpico, al fischio finale i giocatori hanno esultato sotto al settore ospiti: "Come sto io? Vivo per il quarto posto, per quella posizione lì. Se gli diamo una forma io vivo per quella forma lì. Noi abbiamo avuto un momento con troppe cose addosso e non siamo stati fortunati. La mia squadra la trovo cresciuta, faremo un grande finale di campionato. Ho a che fare con delle grandissime persone e dei calciatori intelligenti".

Spalletti in conferenza all'Olimpico, cosa ha detto

Spalletti in conferenza ha poi aggiunto: "Sono rimaste spente un paio di luci, qualcosa che abbiamo sbagliato. Sulla reazione invece luci tutte accese, io vado a rafforzare l'idea di una reazione importantissima che avrebbe stroncato qualsiasi testa sana". Come a dire: il doppio svantaggio avrebbe "ucciso" una squadra serena, figuricamoci una che vive un momento complicata. E invece: "Questi ragazzi forti, fortissimi, hanno reagito". A Spalletti viene chiesto cosa gli sta dando la Juve rispetto alla Nazionale: "Ne sono successe tante, troppe. Ci siamo trovati in condizioni complicate, delle casualità che ci hanno penalizzato, ci resto male ma ne ho preso atto. Con la squadra il lavoro è differente, ho pensato che avremmo potuto fare qualcosa di importante. Siamo vicini a far divertire e a fare qualcosa di bello anche come risultati".

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