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Sarri e il messaggio alla Lazio dopo la sconfitta con il Torino: “Segnali preoccupanti, adesso…”

Il Sarri più sconsolato e preoccupato di sempre: «Squadra triste e senza energie. C’è una situazione in cui tutti vedono un futuro nebuloso, anche chi scende in campo, questo toglie entusiasmo nel lavoro quotidiano e in qualche partita. Se volete alibi ve ne tiro fuori cento. Non dobbiamo darcene». Vedere la difesa in panne, l’ultima stampella rimasta, e la Lazio così triste l’ha depresso: «Quando non prendi i palloni vaganti è inutile parlare del modulo. La realtà è questa, è inutile giustificarsi». Mau nel prepartita aveva avvertito tutti, inutilmente: «Avevo detto che se avessimo giocato pensando alla prossima eravamo morti. Infatti, siamo morti. Partita spenta, le energie mentali erano a favore degli avversari e ne abbiamo pagato le conseguenze. Al di là della fase offensiva, perché abbiamo avuto delle palle gol, nella fase difensiva siamo stati troppo blandi, le seconde palle le han prese tutte loro. Non siamo così passivi. Dobbiamo prenderne atto, ma senza fare drammi, anche perché giochiamo tra 72 ore». Ora l’Atalanta, ha pesato: «Se la partita col Toro è figlia del pensiero verso l’Atalanta probabilmente saremo pronti, ma è pericoloso spegnere l’entusiasmo. La mente ora deve andare alla prossima, abbiamo avuto meno motivazioni degli avversari». Sarri se l’è chiesto da solo: «Come trovarle? Nel percorso in Coppa Italia abbiamo eliminato le finaliste della scorsa edizione e ora giochiamo contro l’Atalanta, una squadra forte, è un percorso difficilissimo. Ci sono momenti, nel calcio come nella vita, in cui lotti per il primato, in altri lotti per salvarti, poi ci sono momenti in cui devi lottare per un ottavo-nono posto. Conta la mentalità». Sarri ha ripetuto più volte un concetto: «Non abbiamo mai preso una palla vagante, l’assurdo è che noi abbiamo chiuso con cinque palle gol e loro quattro. La sensazione è che dovessimo giocare 20 minuti per tirare... La mancanza di solidità difensiva? Per noi è una novità». Ha spiegato che Maldini «non ha un affaticamento, ha una tendinopatia al ginocchio». E’ in dubbio.

I cambi di Sarri

Dopo 45' ha scelto Noslin, fuori Ratkov: «Serviva maggiore vivacità, poteva darla Noslin, ma sapevo che se la squadra non fosse cambiata sarebbe stato inutile» . Sarri non è per il ritiro pre-Atalanta: «Se hai grandi motivazioni le trovi anche a un giorno dalla partita. Se non le hai puoi stare in ritiro un mese... Dobbiamo trovare motivazioni che vengono da dentro». La Coppa Italia può togliere energie mentali, ma non ci si può presentare come ieri: «Se l’abbiamo fatto abbiamo fatto un errore. Il campo ci ha detto che eravamo più scarichi degli avversari, è un segnale preoccupante. L’applicazione difensiva non era la nostra, ma la sensazione visiva è che loro avevano un’altra determinazione e convinzione quando arrivavano nei pressi della nostra area di rigore». La scossa finale: «Non so se sono stati i cambi o una reazione nervosa per lo svantaggio, ma è poco». Sullo sciopero dei tifosi: «Se è utile il loro ritorno? Ci sarebbero utili tante cose, ci sono mancate durante l’anno. La nostra situazione è questa, non ci sono alibi. Dobbiamo trovare forti motivazioni e stop. Non è il caso di fare tanti discorsi o drammi, pensiamo alla prossima. Solo una piccola riflessione sul perché siamo arrivati scarichi, è un pericolo che c’era ma ne eravamo consapevoli. Andava evitato».

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