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Calendario semplice? Sì, ma dipende dal Napoli: perché marzo spaventa comunque Conte

C’è un paradosso che accompagna il **Napoli** in questa stagione e che il calendario di marzo rischia di mettere ulteriormente a nudo. Gli azzurri, infatti, hanno quasi sempre risposto presente quando il livello dell’avversario si è alzato: 4 punti su 6 con l’Inter, 3 su 6 con la Juventus, 4 su 6 con la Roma, senza dimenticare i successi contro Bologna e Milan in Supercoppa. Quando la partita pesa - almeno in Italia - il Napoli si accende.

Il problema nasce altrove. Senza il 2-1 strappato al 96’ contro il Verona, firmato da Lukaku al termine di una prestazione francamente da dimenticare, la classifica oggi sarebbe molto più preoccupante. **Una squadra lenta, prevedibile, in evidente difficoltà contro un avversario di fascia medio-bassa: una costante che inquieta più dei confronti diretti.** Il Napoli, infatti, ha perso punti con tante delle cosiddette medio-piccole: Parma, Torino, Udinese, giusto per citarne qualcuno.

I rientri imminenti di McTominay e Anguissa, uniti a quelli già avvenuti di Gilmour e Lukaku, possono aiutare a ritrovare ritmo e intensità. Ma il vero nodo resta strutturale: **questo Napoli soffre quando deve fare la partita, quando deve rompere blocchi bassi e gestire il pallone senza spazi. Ed è proprio questo il tipo di sfide che propone marzo.**

**Napoli-Torino, Napoli-Lecce e Cagliari-Napoli** sembrano impegni “semplici” solo in apparenza. In realtà sono partite che storicamente mettono in difficoltà gli azzurri, costretti a pescare da tutto l’organico e a sperare che l’infermeria si svuoti in fretta.

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