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Le due domande che si fanno i tifosi Juve, prima risposta a breve: il verdetto Vlahovic

All’alba del quinto mese della gestione Spalletti, sono fondamentalmente 2 i quesiti su cui si interrogano le varie frange del popolo bianconero: che squadra ci troveremmo a commentare se Lucio avesse in organico una prima punta vera, di personalità - alla Osimhen, per intenderci -, compatibile al 100% con i suoi dettami tattici?; ma soprattutto, può Dusan Vlahovic incarnare quella tipologia di profilo? Il pivot rapido e fisicato che fa a sportellate con i difensori e che si fa trovare al posto giusto quando c’è da finalizzare? Per scoprirlo, non ci resta che attendere le prossime settimane, dal momento che il rientro del serbo dal lungo infortunio è ormai alle porte. A metà settimana, Dusan dovrebbe rientrare gradualmente in gruppo. Motivo per cui è difficile ipotizzare che possa essere convocato già per il match con il Pisa, in programma sabato. Il target concordato con lo staff medico è infatti nella prova di Udine della settimana successiva. Sono passati quasi 100 giorni dalla gara dell’Allianz contro il Cagliari. L’ultima disputata da Dusan prima della lesione della giunzione muscolo-tendinea dell’adduttore della coscia sinistra. Un brutto colpo per Spalletti, che lo aveva sempre preferito al resto dei compagni di reparto, lanciandolo titolare in 5 occasioni su 6, ad eccezione del match con il Bodo, in virtù delle condizioni non ottimali di Vlahovic, rientrato acciaccato dalla sosta per le nazionali.

Spalletti orfano di un bomber sfacciato

Insomma, con il serbo al meglio, Lucio non ha mai avuto dubbi su chi dovesse agire al centro dell’attacco. E questo al netto di uno score non proprio entusiasmante: 1 gol e 1 assist dal cambio in panchina fra tutte le competizioni. Ma era un’altra Juve, embrionale, ancora estranea ai meccanismi di gioco di Spalletti, costretto a rimandare la sua rivoluzione tecnica per via dei tanti impegni ravvicinati. Oggi la Juve gioca e crea, ma continua a subire l’assenza di un rifinitore puro. Il bomber sfacciato, freddo e concreto. A Dusan, il compito di riguadagnarsi la titolarità e - chissà - magari pure la conferma in bianconero. La Juve - che si è detta disposta a discutere del suo rinnovo di contratto - non ha alcuna fretta. Questione di priorità, alla luce di un finale di stagione in cui non saranno ammessi più passi falsi in ottica quarto posto. La linea, del resto, è chiara: se Vlahovic vorrà restare, dovrà allinearsi al tetto di salari imposto dal club (non più di 6 milioni) e dimezzarsi l’ingaggio.

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