Stefano Silvestri - Ha detto Paolo Di Canio qualche giorno fa: “Malen ha 27 anni e nessuno se l’è mai filato. A Dortmund era poco più di una riserva, nell’Aston Villa era giustamente riserva. Arriva qui, fa 5 goal in 5 partite e scomodiamo chi? Vialli?”. Nel 2022 Ivan Juric, allora tecnico del Torino, parlava invece così di Nikola Vlasic: “Perché è protagonista qui dopo aver faticato in Premier League? Quello là è un altro mondo, siamo indietro di anni soprattutto a livello fisico. Al West Ham ha faticato su questo aspetto, ma in Italia il livello è più basso, qui può fare la differenza”.
Ora, le esagerazioni di un Di Canio sempre diviso tra analisi da opinionista e show da personaggio sono note. Anche Juric è uno che dice pane al pane e vino al vino, da sempre, e forse qualche volta è fin troppo schietto. Sul concetto, però, nulla da dire. Chi ha assistito domenica ad Arsenal-Chelsea si è ritrovato catapultato in un altro mondo, quasi un luna park di emozioni, ritmo, atmosfera. Uno spettacolo, a prescindere dal 2-1 finale per i Gunners. Tutto quel che nell’impoverita Serie A dell’ultimo ventennio, infarcita di calciatori stranieri di dubbio livello e incapace di formare e lanciare i campionissimi di un tempo, è venuto progressivamente a scemare. Nulla di nuovo: sono considerazioni che si fanno da anni e che vengono rilanciate a ogni flop europeo delle nostre rappresentanti, l’ultimo la scorsa settimana con le eliminazioni di Juventus e Inter e la figuraccia della Fiorentina.
Se giocare in Premier League non è per tutti, in Serie A il discorso già cambia. Il campionato inglese contiene il meglio del meglio a livello europeo e mondiale, quello italiano buoni e a volte ottimi giocatori, ma per il contesto nostrano: c’è una bella differenza. Malen è stato un rinforzo azzeccatissimo, certamente sì, ma come dice Di Canio è arrivato qui solo perché all’Aston Villa era tutt’altro che un imprescindibile. Come lui Vlasic ai tempi, e tanti altri ancora. Alla Roma importa qualcosa? Evidentemente no: con il loro olandese volante ha iniziato a volare e solo un blackout finale le ha tolto due punti contro la Juventus, gara nella quale proprio lui è andato di nuovo a segno trovando la sesta rete in 7 presenze. Giusto per ribadire il concetto: non si tratta di stabilire se il giocatore in questione sia forte o meno, ma a che livello lo sia e per quale campionato sia più tagliato. Malen, per la A, sta dimostrando di essere perfetto.