ROMA - "Se è vero che Spalletti mi ha chiuso dentro lo spogliatoio per tenermi 'sotto controllo'? Sì, mi aveva tenuto là, non mi ricordo esattamente il motivo, ma mi diceva: 'Adesso tu 'sta settimana dormi con me perché non voglio che esci'. Magari c'era una partita importante o era una punizione. E lui dormiva nella camera a fianco e ogni sera, fino alle 22:30, veniva in camera da me perché aveva paura che scappassi". È l'incredibile rivelazione di Radja Nainggolan, ex centrocampista della Roma tra il 2014 e il 2018. Ospite del podcast 'SportiumFUN', il 'Ninja' ha ricordato le tappe più significative della sua carriera, con focus specifico sugli anni in giallorosso e l'intesa con Luciano Spalletti: "Che rapporto avevo con lui? Bellissimo. Io lo continuo a dire, per me è stato l'allenatore più forte che ho avuto in carriera. La sua visione di calcio era scritta sulla mia pelle. Come persona è molto particolare, ma quando ti vuole bene, ti vuole bene. Quando senti la sua fiducia, capisci che persona è, però non è uno che accetta facilmente tutti quanti. Costruisce certi tipi di rapporti con un paio di giocatori e quando fai parte di questi senti cosa ti può dare. Io con lui ho avuto questo rapporto".
Nainggolan: "La rivalità con la Juve?
Il belga parla poi della rivalità di lunga data tra i giallorossi e la Juventus: "Sei famoso per la frase 'meglio uno scudetto alla Roma che dieci alla Juventus'. Da dove nasce la rivalità con i bianconeri? Io sono andato in una società come la Roma, che per me è stata l'episodio più bello della mia storia", sottolinea Nainggolan. "Volevo battermi contro la Juve e comunque, nei cinque anni che ci sono stato, ce la siamo giocata. Mancava sempre qualcosina perché la Juve era troppo superiore. Il mio detto nasce perché quando una società come la Roma vince uno scudetto sarà festa per vent'anni, la Juve lo vinci e lo devi rivincere. È diverso come sentimento. E poi la cosa dei favori arbitrali: a Cagliari presi un rigore inesistente contro, pensai fossimo una squadra piccola. Poi arrivo alla Roma e alla prima partita allo Stadium perdiamo 3-2 con due rigori fuori area. E da lì mi nasce questa sensazione. Era la realtà, l'hanno visto tutti, solo che io riesco a dirlo, gli altri hanno paura".
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