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Spalletti devastato, i giocatori ancora di più: il segreto che ha riacceso la fiamma Juve

Psicologia, autostima e gestione degli errori

Tecnica psicologica utile per cementare l’autostima. Per far capire, al netto di alibi incrollabili, che quando la Juve si veste da Juve diventa diffi cilissimo batterla. In Italia e in Europa. Spalletti sulla psicologia continua a spingere. Cercando di non lasciare nessuno indietro, provando a non aggrapparsi mai agli alibi, legittimando il potenziale di ogni singolo giocatore. All’interno della Continassa, ma anche pubblicamente. C’è solo un rammarico che vive sulla propria pelle, in riferimento alle turbolenze del mese di febbraio: non aver saputo sfruttare totalmente l’entusiasmo generatosi dopo le vittorie di gennaio. Almeno quelle più pesanti: su tutte quella col Sassuolo, pochi giorni dopo il rigore sciagurato calciato da David contro il Lecce, ma soprattutto quella contro il Napoli. Senza dimenticare il rigore mentale mostrato col Benfi ca: una brutta gatta da pelare, dove il bottino pieno è stato fi glio della pazienza, dell’arte di saper gestire sapientemente i momenti della partita.

La corsa alla Champions League e le prossime sfide decisive

Lucio insiste sul lavoro quotidiano, dosa toni e parole, cerca di analizzare tutto ciò che gli succede con la lente della lucidità, come ha fatto ieri alla Continassa di fronte al gruppo. Sì, benissimo la reazione: l’orgoglio non si allena, s’incarna. E in questo senso la Juve oggi ha una solidità granitica, a prescindere dal risultato fi nale è sempre squadra: il Como è da incasellare nell’archivio degli episodi isolati, delle eccezioni che confermano la regola. Ma poi Spalletti ha passato al setaccio ogni singolo errore individuale: la precisione nei passaggi, i movimenti sui calci piazzati, i dolori inferti da Pisilli e Malen, i due giocatori che la Juve non è stata in grado di neutralizzare. Quello contro la Roma è punto di ripartenza: i due punti lasciati sul tavolo da Gasperini devono diventare benzina. Anche perché il mese di marzo non ammette errori, così come il principio di aprile: in serie arrivano Pisa, Udinese, Sassuolo e Genoa. Nella corsa Champions League i 12 punti da conquistare in queste quattro partite sono fuori discussione. Non ammettono, insomma, verbi al condizionale.

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