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“Gatti via dalla Juve? Macché, lo devono cacciare. Quelle parole erano uno scherzo”

TORINO - Federico Gatti negli ultimi mesi ha saputo affrontare tutto. Gli infortuni, le voci di mercato, i vari cambi di allenatore: grandi onori - per uno che ha anche indossato più volte la fascia da capitano della Juve - dunque grandi responsabilità. Ma il gol di Roma è una ricompensa. Piccola, perché persino il primo pensiero di papà Ludovico va al prezioso 3-3: "Al di là del gol di Fede, sono felice perché la Juve ha meritato il pareggio. Ho sentito tanti elogi per la Roma, ma ho visto una Juve che fa grandi cose: gli altri in questo periodo con poco raccolgono tanto, purtroppo".

Gatti orgoglio di papà Ludovico

L’orgoglio del padre di Gatti affiora lentamente: "Mio figlio ha avuto un anno abbastanza sfortunato: nella scorsa stagione ha pagato l’infortunio che ha avuto in primavera, che l’ha condizionato nella gestione Tudor. Anche in questo campionato si è portato qualche strascico di quel problema, poi l’ha bloccato un influenza brutta a novembre quando è arrivato Spalletti e infine il menisco. Giustamente il mister ha dovuto trovare delle soluzioni alternative. Ora sta masticando amaro perché vuole giocare di più, ma sarebbe strano se non fosse così: per fortuna non accetta questo destino, menomale, perché i professionisti devono ambire sempre al massimo. A lui del buon contratto gliene frega il giusto: vuole sentirsi vivo con le soddisfazioni di campo, per cui lotterà per riprendersi il posto".

Gatti, voci di mercato e futuro in bianconero

Non sono mancate le voci, a gennaio, su una possibile partenza di Gatti: per lui si era fatto vivo il Milan, ma non solo. Gatti senior, però, attenua tutto: "No, ormai sente la Juve dentro, non vuole andare via. Se non lo cacciano, lui è molto legato al mondo bianconero: ora deve farsi sempre trovare pronto. Su questo basta ispirarsi ad uno come Rugani, un grandissimo esempio: quando veniva chiamato in causa rispondeva presente. In una grande squadra devi avere questa mentalità". Curioso il siparietto televisivo di Gatti al fischio finale dell’Olimpico: "Magari 15-20 gol li faccio davanti". Ma il papà attenua la considerazione a caldo del figlio, che ha un lungo passato tra scuola calcio e settore giovanile del Toro proprio da terminale offensivo: "Penso abbia solo scherzato. Ma ha sempre avuto un buon senso della posizione: da ragazzino al Toro aveva il gol nel dna, piano piano però ha dovuto arretrare di qualche metro. Il suo tecnico di allora Andrea Menghini, prima degli Allievi, scelse di farlo agire dietro le punte. Adesso invece Fede è bravo a sfruttare le occasioni che si creano in area di rigore, ma può ancora fare meglio: deve ispirarsi ai difensori che vedo in Inghilterra".

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