Il corteo ci sarà, l’abbraccio virtuale pure. Ma niente pullman a Ponte Milvio. L’idea di scortare la squadra fino all’Olimpico, trasformando l’arrivo in uno di quei momenti da brividi che negli anni hanno acceso le partite più importanti della Lazio, non potrà concretizzarsi. A spiegarlo è stato Maurizio Sarri in conferenza stampa, alla vigilia della semifinale d’andata di Coppa Italia contro l’Atalanta: «Mi sono informato con la società - ha detto il tecnico - sembra che la Questura non consenta di cambiare il tragitto. Dispiace, perché sarebbe stato un momento di contatto importante». Parole che chiudono la porta a un bagno di folla attorno al bus biancoceleste, anche se le ricostruzioni non confermano richieste ufficiali fatte alla Questura. Il percorso resterà quello stabilito, senza deviazioni verso Ponte Milvio, dove i gruppi organizzati avevano annunciato il raduno.
La distanza
Resta però l’essenza della mobilitazione. La protesta contro la società continua, l'Olimpico resterà di fatto vuoto anche per una partita che vale una stagione. A ieri erano stati venduti 4.900 biglietti, si arriverà verosimilmente a poco più di 5.000 complessivi al fischio d'inizio. Ma la squadra non sarà lasciata sola. I tifosi si posizioneranno all’esterno dello stadio, proprio sotto la Nord, per far sentire la propria voce fin dentro l’Olimpico. Un sostegno diverso, ma non meno intenso. Sarri ha ribadito la sua linea. «Io rispetto le decisioni delle persone, se i tifosi hanno deciso così hanno i loro motivi. Detto ciò, a noi mancano tanto». È il sentimento che attraversa lo spogliatoio. L’assenza dei sostenitori pesa, si sente nei momenti difficili, quando servirebbe quella spinta in più per ribaltare un’inerzia negativa. «Spero che da dentro si possano sentire, già sentirli è un grande segno di partecipazione. Se lo fanno io sono contento», ha aggiunto Mau. Niente coreografie all’arrivo del bus, dunque. Ma un’ondata d’amore pronta a salire dai gradoni esterni, tra cori e bandiere.
L'Olimpico
I tifosi hanno scelto una forma di presenza alternativa: non dentro, ma attorno. Una linea sottile che divide la contestazione verso la dirigenza dal sostegno alla squadra. La Lazio si gioca l’accesso alla finale contro un’Atalanta lanciata, in un clima particolare, quasi sospeso. L’Olimpico deserto, ma fuori, sotto la Nord, si preparano ore di passione. I cori verranno intonati con le radioline accese e gli smartphone in mano per seguire ogni azione. Il momento è delicato. La frattura con la società resta profonda, le posizioni non si sono avvicinate. Eppure, nel giorno più importante, la tifoseria ha deciso di trasformare la protesta in una dimostrazione di attaccamento. Anche senza il corteo sotto il pullman, ci sarà una presenza compatta fuori dalla Nord. Sarà una semifinale diversa. Dentro lo stadio una squadra chiamata a dare tutto. Fuori, un popolo che continua nella contestazione e al tempo stesso a sostenere la maglia.
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