È arrivato in punta di piedi, ma ha spalancato le porte del futuro. Sette partite, sei gol, una scossa che ha attraversato Trigoria fino all’Olimpico. Donny Malen non è stato un semplice acquisto, ma la svolta. Un finalizzatore di spessore internazionale, l’uomo che serviva a Gian Piero Gasperini per trasformare un’idea di calcio in una squadra concreta, affamata, ambiziosa. Un Malen necessario. Anzi, fondamentale.
Più gol segnati
La Roma è cambiata con lui. È salita di livello, ha alzato il ritmo, ha aumentato la pressione offensiva, ha trovato il killer sportivo che le mancava. Con l’olandese in campo, la squadra ha smesso di specchiarsi e ha iniziato a colpire con continuità. Dalla ventunesima giornata in poi i giallorossi hanno segnato tredici gol in sette partite: un cambio di marcia impressionante se confrontato con le prime venti gare, chiuse a quota venticinque reti. Da 1,2 gol a partita a quasi 2 di media. Numeri, sì. Ma soprattutto sensazioni: la Roma oggi è incisiva, determinata, concreta. La prova del nove? È arrivata contro la Juventus. Gioco, ritmo, spunti, guizzi. E quel 3-1 che aveva fatto scatenare l’Olimpico, firmato proprio da Malen, prima della doccia gelata del pari bianconero a un minuto dalla fine. Un’illusione spezzata, ma anche la certificazione di un salto di qualità. Perché la Roma, oggi, gioca da grande. E compete da grande.
Il top in Europa
Sei gol nelle prime sette partite in Serie A: nell’era dei tre punti solo Balbo (7) e Batistuta (9) avevano fatto meglio all’esordio romanista. Roba da élite. Roba da bomber veri. In Europa, dal 18 gennaio, soltanto Kane del Bayern Monaco ha segnato di più. Sei reti come Yamal. Malen si è preso il palcoscenico internazionale con una naturalezza disarmante.
Numeri da record
Arrivato a gennaio per 27 milioni dall’Aston Villa (tra prestito e un sempre più certo obbligo di riscatto), Donny ha avuto un impatto clamoroso. Dal suo debutto è primo in Serie A per tiri totali (36), per tiri in porta (13), per conclusioni dentro l’area (31, di cui 13 nello specchio), per tocchi in area (70) e per expected goals (5,48). Tradotto: Malen non solo segna, ma crea costantemente pericolo. È ovunque. È fame pura. E c’è un dato che racconta più di tutti la sua centralità: nelle sue prime sette partite ha prodotto un xG superiore rispetto agli attaccanti presenti a Trigoria dall’inizio della stagione. Il bomber che mancava, la Roma oggi costruisce per lui. E Donny ripaga con continuità e personalità. Gasperini non può farne a meno, è diventanto una dipendenza in mezzo al campo visti i numeri che ha sfoderato e l’impatto avuto con l’ambiente romanista. Inamovibile in campionato, dove la rincorsa Champions è sempre più accesa con lui, e in Europa League, dove la prossima settimana esordirà in maglia giallorossa contro il Bologna. La Roma ha trovato il suo trascinatore, il suo bomber implacabile, l’uomo che ha cambiato la traiettoria della stagione. Sette partite non sono poche per parlare già di rivoluzione.
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