Tempi moderni per modalità… moderne. Alla Juventus i rapporti, i confronti, e le chiamate interlocutorie - quelle che pongono le radici nei suggerimenti esplichi di ex colleghi o addetti ai lavori - hanno da tempo lasciato spazio alla scienza dei numeri. È stato così in estate con gli algoritmi introdotti da Comolli per lo studio dei giocatori; ed è così ora che il club è alla ricerca di un profilo con cui rinforzare lo staff della Performance. Non fa quasi più notizia, dunque, che i bianconeri abbiano scelto di affidarsi a Linkedin per occupare una caselle vacante nell’organigramma societario. Strada già percorsa qualche mese fa, quando la Juve era alla ricerca di fisioterapisti per la prima squadra. Rieccoci da capo, allora, dal momento che il club confida nelle logiche della celebre piattaforma di networking per portare a termine l’ultima sfida: trovare un uomo in grado di domare l’imprevedibile, proteggere i corpi dei bianconeri e trasformare le fragilità in forza. Insomma, un “Head of Performance” per la prima squadra, chiamato a redarre al fianco di Darren Burgess piani di alimentazione, prevenzione infortuni e recuperi. E lo fa perché la realtà è implacabile: dal 2021 nessuna squadra di Serie A ha conosciuto più stop dei bianconeri.
Infiniti guai muscolari
Ginocchia, caviglie, tendini, oltre a una sfilza infinita di guai di natura muscolare: ogni infortunio un piccolo naufragio, una crepa deleteria in termini sportivi - chiunque abbia allenato la Juve negli ultimi 5 anni si è trovato a lavorare spesso con organici all’osso - e soprattutto economici, con svalutazioni di mercato copiose. Basti pensare a Douglas Luiz, costato oltre 50 milioni, e rimasto ai box nella passata stagione per 111 giorni, con 18 gare saltate fra tutte le competizioni. O ancora a Milik - rientrato in gruppo nella seduta di lunedì - tuttora a libro paga nonostante sia fermo per infortunio dal maggio del 2024. Senza dimenticare il ko, forse, più doloroso di questa stagione, quello di Dusan Vlahovic, fermatosi per una lesione di alto grado della giunzione muscolo-tendinea dell’adduttore sinistro. Da qui la l’arrivo in ottobre di Darren Burgess, il nuovo direttore della Performance, per instradare il club verso un nuovo capitolo sul piano della resa fisica dei giocatori. L’australiano - che al momento si occupa di tutte le selezioni bianconere, giovanili comprese - a partire da luglio potrà delegare una parte del lavoro a un profilo ad hoc per la prima squadra. Da qui alla fine della stagione, invece, è previsto un cambio repentino nelle modalità di allenamento.
Sedute da intensificare
L’eliminazione dalla Champions, offrirà infatti a Spalletti molto più tempo per preparare i vari match alla Continassa - Lucio aveva trovato la quadra sul piano tattico proprio tra i match con Bologna e Roma, quando ha avuto 7 giorni pieni di lavoro. Ecco che allora andranno a intensificarsi le sedute di natura prettamente atletica, per permettere alla squadra di performare con più intensità, alla luce di una volata Champions che non ammetterà più alcun errore. La Juve, infatti, prima del trittico infernale con Atalanta, Bologna e Milan, ha davanti a sé 4 gare più che abbordabili con Pisa, Udinese, Sassuolo e Genoa. Servono 12 punti per accorciare sulla Roma e affacciarsi verso gli ultimi impegni stagionali con la giusta dose di autostima.
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