Continuano i dialoghi tra la società e il tecnico: ieri Comolli alla Continassa, il prolungamento è diventato la priorità assoluta di marzo
La settimana lunga aiuta. A ragionare a mente fredda, senza partite infrasettimanali che possano intralciare i ragionamenti. Certo, sia la società che Luciano Spalletti sognavano che la Juve vivesse da protagonista le semifinali di Coppa Italia questa settimana e gli ottavi di Champions League la prossima, ma di fronte alla realtà tanto vale irrobustire il progetto. Bisogna dare forma, da subito, alla squadra del prossimo anno. Il primo tassello? Ovviamente il contratto di Spalletti. Club e tecnico non hanno ancora trovato la formula ideale per andare avanti: un anno, due o tre poco cambia in termini di fiducia da parte della dirigenza. Allo stesso tempo non intralcia la quotidianità di Lucio, a cui interessa soltanto la competitività della rosa nella prossima stagione. C’è un dogma che vuole far valere in sede di trattativa: la centralità nelle scelte di mercato. Spalletti non pretende di indicare dei nomi per la Juve che verrà ed è consapevole che il budget dipenda dall’approdo o meno in Champions League: la quantità di denaro che i bianconeri potranno spendere passa dal quarto posto. È così e basta, non ci sono vie d’uscita. Lucio, però, vuole essere aggiornato quotidianamente, partecipando attivamente ad ogni mossa del club: ha chiesto 4-5 rinforzi di spessore, solo gente che possa alzare il livello. Solo giocatori da Juve.
Non è interessato al discorso età: anche dei parametri zero che possano chiudere il proprio cerchio a Torino sono ben accetti (un esempio: Bernardo Silva). Spalletti si augura che il mercato venga condotto in toto dalla società, da una sinergia incrollabile tra lui, Comolli, Chiellini e Ottolini. Senza intermediari esterni che possano inserirsi nelle pieghe dei rapporti interni. Il tecnico sarà esaustivo nella spiegazione delle caratteristiche dei profili da Juve, che possano inserirsi alla perfezione nei meccanismi di gioco. Ha molto apprezzato il lavoro che la società ha condotto sui rinnovi di contratti che meritavano la massima attenzione: Kenan Yildiz ha fatto da capofila, Weston McKennie è arrivato subito dopo, si sta lavorando intensamente per raggiungere Manuel Locatelli e allo stesso tempo il club vuole insistere per trovare una quadra con Dusan Vlahovic, benedetto dallo stesso Spalletti, convinto che il serbo nel suo prime sia il centravanti perfetto per questa Juve. In più, Lucio nei dialoghi con la società insiste sulle conferme di giocatori come Bremer, Kalulu e Thuram, per i quali gli interessamenti si potrebbero registrare da giugno in avanti.
Ieri alla Continassa, intanto, era presente Damien Comolli, spesso in giro per viaggi di lavoro in tutta Europa. Non si è tenuto un vero e proprio summit con Spalletti, con il quale i discorsi sono ormai sempre più serrati. La volontà di chiudere il prolungamento di contratto è intatta, da entrambe le parti. La Juve è convinta di andare avanti con il progetto avviato in autunno: l’ha anche dichiarato pubblicamente lo stesso Comolli, mettendoci faccia e voce al Business of Football Summit di Londra della settimana scorsa. Anche il tecnico è felice di vivere il mondo bianconero, ma sulle mosse per rinforzare la squadra vuole vederci chiaro da qui a fine mese. Già, perché il futuro passa dal mese di marzo: la pianificazione del mercato è iniziata e il contratto dell’allenatore non si può trascinare oltre. Serve risolutezza. E adesso che le settimane, sfortunatamente per la Juve, sono prive di impegni sul campo il tempo per sciogliere tutti i nodi non manca. Dalla durata dell’intesa, passando per i colpi estivi: il primo aspetto è poco più di una formalità, il secondo rappresenta il vero nocciolo della questione.
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