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Francesco Da Vinci: "Per sempre sì con Spalletti? Come è nato il video virale. Sulla Juve diciamo la verità..."

Il figlio di Sal, che ha trionfato a Sanremo, racconta l'incontro con l'ex allenatore del Napoli e confessa il suo sogno sportivo: "Cosa spero per il futuro di Luciano"

Cosa ci fanno insieme a cena il figlio di Sal Da Vinci e Luciano Spalletti? È la domanda che si sono posti tantissimi tifosi juventini, divertiti dal siparietto postato su Instagram da Francesco Sorrentino (in arte Francesco Da Vinci). Insieme cantano “Per sempre sì” al ristorante milanese “L’angolo di casa”: un incontro totalmente casuale, diventato una sorta di terzo tempo di Sanremo. Anche il figlio, infatti, ha avuto un ruolo fondamentale nella scalata del padre. Il brano, che ha trionfato al Festival della canzone italiana, è stato scritto da Alessandro La Cava, Federica Abbate e proprio da Francesco. Francesco, ma cosa ci faceva martedì sera a cena con Spalletti? “In realtà ero a cena con Nicolò De Devitiis . Ad un certo punto, in un tavolo non lontano dal mio, noto la presenza di Spalletti con la sua famiglia e lo saluto. Lui subito non mi riconosce, ma appena si ricorda chi sono viene subito da me. Così scattiamo una foto e giriamo insieme il video, che ovviamente mi ha molto divertito: lo mandiamo subito a mio padre. Il mister ci teneva a congratularsi con lui e con tutta la nostra famiglia per il successo a Sanremo: è stato un bellissimo momento, ma Spalletti è un amico di vecchia data di mio papà. Poi in queste ore ci siamo scritti, è stato bello ricevere il suo sostegno. E sono contento che il video su Instagram sia diventato virale”. Lo avete conosciuto ai tempi di Napoli? “Sì, in diverse serate l’abbiamo incontrato. È una grande persona, lo porteremo sempre nel cuore. E sono sicuro che anche lui abbia ancora Napoli tra i suoi pensieri: si è tatuato lo scudetto, ha trascorso dei grandi momenti da noi e sono sicuro che non dimenticherà mai l’impresa che è riuscito a compiere”.

Scherzo del destino: Spalletti ha riportato lo scudetto a Napoli 33 anni dopo l’ultima volta. Sal Da Vinci, invece, ha riconquistato il palco di Sanremo a Napoli 34 anni dopo Massimo Ranieri con la celebre “Perdere l’amore”. Che emozioni avete provato? Lei, oltretutto, ha scritto parte della canzone di suo padre. “Sì, è una simpatica coincidenza, mi fa un certo effetto. Già essere a Sanremo in gara, a distanza di 17 anni dalla prima partecipazione nel 2009, era un sogno. Ma da subito abbiamo capito che stava capitando qualcosa di veramente magico. Mai, però, avremmo immaginato di vincere: dovevamo avere davvero tanta fantasia per pensare ad un epilogo del genere, che ci ha chiaramente colti di sorpresa”. Quale momento ricorderà per sempre dell’avventura di Sanremo? “Mio padre che scende dalle scale dell’Ariston e dal pubblico intonano “Rossetto e caffè”. Penso che a papà tremassero le gambe in quel momento. E poi il verdetto finale: è stata una liberazione, un istante di felicità che speriamo di rivivere, ma che di sicuro porteremo con noi per tutta la vita”.

"Sogno il ritorno di Lucio a Napoli"

Tornando al rapporto con Spalletti, le ha fatto male il suo passaggio alla Juve? “Dobbiamo essere prima persone e poi tifosi. Diciamoci la verità: ma come si fa a rinunciare alla Juve? Noi lo ricorderemo sempre con piacere Spalletti, anche i fischi e l’odio sportivo che ha ricevuto non è altro che una grande dimostrazione d’amore nei suoi confronti. Mi dispiace vederlo sulla panchina bianconera, certo, però resta una profonda gratitudine per ciò che ha fatto per Napoli”. E se Spalletti dicesse “*Per sempre sì*” alla Juve? Se la prenderebbe? “Ecco, spero non lo dica, ma non per augurargli qualcosa di negativo. In cuor mio sogno ancora che un giorno possa tornare a Napoli e che abbia la possibilità di far pace col presidente De Laurentiis . Ma se ciò non accadesse, spero comunque che Spalletti sia felice ovunque: lo merita la persona prima ancora dell’allenatore, che ha dimostrato di essere ancora determinante”. A Napoli c’è sempre Antonio Conte, in ogni caso. “*È un grandissimo, quest’anno il Napoli ha avuto tanta sfortuna. Gli infortuni e le decisioni arbitrali hanno condizionato il cammino della squadra, ma nonostante tutto siamo lì, al terzo posto, con una qualificazione in Champions League per il momento blindata*”.

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"Sanremo dedicato a Napoli"

A Sal Da Vinci e a tutta la famiglia è già cambiata la vita, dopo Sanremo. Avvertite questa rivoluzione nella vostra quotidianità? “Oggi torneremo a Napoli e riceveremo il calore di un intero popolo: non vediamo l’opera. Abbiamo posticipato il nostro rientro per permettere i funerali del piccolo Domenico : non era il momento adatto per festeggiare, il dolore della famiglia ci ha colpito molto. Domani, poi, faremo un giro di campo prima di Napoli-Torino voluto fortemente dalla società: sarà magico essere al Maradona. L’11 marzo, invece, saremo premiati al Maschio Angioino dalla Città, ma prima andremo nel quartiere dove è cresciuto papà: partiremo da piazza Torretta a Mergellina per ricevere l’abbraccio dei napoletani. Ci tenevamo particolarmente”. A chi dedicate il trionfo di Sanremo? “Alla nostra famiglia, a chi ci è stato sempre vicino. E poi alla nostra città: senza il calore di Napoli non ce l’avremmo mai fatta. Leggo tante critiche nei nostri confronti, tanta supponenza riferita alla canzone portata da papà sul palco. Sento un’ondata che somiglia molto al razzismo, ma vogliamo andare oltre. Rappresenteremo l’Italia, tutta l’Italia, al prossimo Eurovision. Per cui sarebbe bello essere tutti uniti. In ogni caso, ci godiamo ogni istante: è un premio per il percorso di mio padre, è una ricompensa enorme per i tanti sacrifici della mia famiglia, di cui sarò sempre orgoglioso”.

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