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Vlahovic, la Juve adesso lo sa e ci riprova. Spunta la data del possibile ritorno in campo

L’attaccante serbo, dopo oltre cento giorni, è tornato ad allenarsi in gruppo: i discorsi per il rinnovo proseguono

Un, due, tre… stella!. Al momento, siamo ancora fermi al primo “segnale” del gioco bianconero: il tanto atteso rinnovo di Weston Mckennie, protagonista di una stagione fin qui straordinaria, che gli è valsa la conferma fino al 2030. Ora, in ordine, per programmare il futuro con ambizione, restano da chiudere gli altri due rinnovi, quelli di Luciano Spalletti e Manuel Locatelli. Solo allora si potrà arrivare, appunto, al momento clou: la conferma di Dusan Vlahovic. Scenario inimmaginabile fino a qualche mese fa, alla luce del braccio di ferro inscenato dall’attaccante serbo - convinto di potersi guadagnare a suon di gol le platee più luccicanti, liberandosi a zero al termine della stagione - con la Juventus, inflessibile di fronte alle richieste economiche del suo entourage. Poi, l’esonero di Tudor, l’arrivo di Spalletti a restituire dopo anni una direzione tecnica precisa e ambiziosa, e infine il grave infortunio al menisco, che per oltre 100 giorni ha costretto Dusan a scrutare i compagni dalla tribuna. L’ultimo ingrediente? L’assenza più totale di club interessati al suo cartellino. Niente Bayern, Barça, Milan.

Le sue qualità tecniche sono sotto gli occhi di tutti, anche al netto delle ultime stagioni decisamente al di sotto delle aspettative, ma nessuno se la sente di garantirgli cifre simili a quelle che percepisce oggi in bianconero. Almeno non nell’Europa che conta… In contemporanea, la riapertura della Juve, propiziata dai flop evidenti di chi avrebbe dovuto accompagnare Dusan alla porta - David e Openda - e da un margine di manovra sul mercato sempre più ristretto. I bianconeri sanno che in estate non potranno permettersi un super top in attacco. Figuriamoci due. Da qui, la scelta di provare a risedersi a un tavolo con Vlahovic, - alla luce degli evidenti apprezzamenti di Spalletti nei suoi confronti - per comprendere, senza fretta, se ci siano gli estremi per continuare insieme. Anche perché il rinnovo del serbo, alle condizioni della Juve, richiederebbe una spesa decisamente più contenuta rispetto a quella per il cartellino di un qualunque profilo europeo all’altezza. I discorsi per il rinnovo sono ancora “embrionali”. Non si è parlato di cifre: su quelle la Juve non indietreggerà di un millimetro, dal momento che Dusan dovrà dimezzarsi l’ingaggio per non sforare il tetto di ingaggi in cui primeggia Kenan Yildiz.

Vlahovic disposto a rimanere a Torino

Semmai di motivazioni. Vlahovic ha fatto sapere di non aver preso impegni con nessun club e di essere ben disposto a rimanere in bianconero. E la scelta di schierare il padre Milos in prima linea - come mediatore nella trattativa - lo dimostra. Nel frattempo, ieri il serbo si è tolto una soddisfazione non indifferente, allenandosi per la prima volta dopo tanto tempo (seppur parzialmente) con il resto del gruppo. L’intenzione dello staff medico è quella di non correre rischi, onde evitare eventuali ricadute che potrebbero rivelarsi deleterie per l’attacco di Spalletti, alla disperata ricerca di un rifinitore. Un bomber d’area, in grado di capitalizzare le tante occasioni che i bianconeri macinano nel corso dei 90 minuti. Si procederà per gradi, dunque, sulle scrivanie come sul manto verde della Continassa, con un incremento graduale dei carichi. Motivo per cui è improbabile che Vlahovic possa mettere minuti nelle gambe già a partire dalla gara di sabato con il Pisa. All’Allianz, però, se le risposte nelle prossime due sedute saranno incoraggianti, Dusan potrebbe far parte dei convocati (l’ultima volta con il Cagliari lo scorso 17 gennaio), e tornare in campo per la trasferta di Udine, dove inizierà la sua crociata per trascinare i bianconeri nella volata Champions.

Milik vede la luce: «Sono tornato»

Un passo avanti, e cinque indietro, con la rassegnazione - sua e della stessa Juventus - che a più riprese aveva finito per prendere il sopravvento. Ora, invece, a distanza di 650 giorni dall’ultima volta, Milik potrebbe finalmente rimettere i piedi in campo. Il polacco, anche ieri, ha svolto l’intera seduta di allenamento con il resto dei compagni e - salvo sorprese dell’ultimo minuto - ci sarà sabato, anche se dalla panchina, contro il Pisa. Impossibile, fino a qualche giorno fa, calendarizzare la possibile data di rientro dal lungo infortunio. Sì, perché ai timidi segnali di ripresa estivi - il polacco si era seduto in panchina al Mondiale per Club per la gara con il Manchester City - è seguito un altro infortunio, l’ennesimo della sua avventura in bianconero, ferma alla gara disputata nel maggio del 2024 contro il Monza, quando in panchina sedeva ancora Paolo Montero. L’ultima disputata prima dell’infortunio al ginocchio.

Parole al miele di Spalletti

Poi i guai al polpaccio, ai flessori, prima dell’ultima ricaduta a margine del match vinto dalla Juve con il Pisa lo scorso 27 dicembre. Un’altra mazzata, dal momento che Milik - anche in quel caso - sembrava essersi messo definitivamente alle spalle i guai fisici, in virtù delle due convocazioni in campionato, corroborate dalle dichiarazioni al miele di Spalletti: «L’ho trovato come un bambino felice che ha la possibilità di fare il gioco che ha sempre voluto. È un ragazzo che ha grande entusiasmo e conosce bene il ruolo che fa. Lui ha caratteristiche importanti sia fisiche che tecniche. Quindi viene con noi». E chissà che stavolta il calvario non possa dirsi finito del tutto. Ci spera Spalletti, che ha bisogno di alternative in un attacco che non gira, e ci spera lo stesso Milik che ieri ha voluto celebrare il rientro con un post sulla sua pagina Instagram: «A volte il percorso è più difficile, ma è proprio in quei momenti che impari ad apprezzare di più ciò che hai. Gli allenamenti con la squadra, i momenti con la mia famiglia e la possibilità di fare ciò che amo. Sono grato per le persone che ho intorno e per essere tornato in campo. Grazie anche per tutti gli auguri di compleanno e per il vostro supporto».

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