Si guardano da lontano, con magnetismo, tra le pieghe delle rispettive insoddisfazioni, speranzosi di poter riscrivere - presto - un nuovo capitolo insieme. Vale per la Juve, la cui porta da qualche mese è diventata a tutti gli effetti un luogo inquieto, “abbonato” alle incertezze di Perin e Di Gregorio. E vale per Guglielmo Vicario, svuotato dall’esperienza in Premier e deciso a tornare quanto prima in Italia. L’arrivo sulla panchina degli Spurs dell’ex sergente bianconero, Igor Tudor, non ha placato la sua nostalgia. Semmai, l’ha acuita, dal momento che dall’Inghilterra filtrano indiscrezioni su un rapporto non proprio idilliaco tra i due. E chissà che ieri sera, a margine dell’ennesima umiliazione stagionale nel “South London Derby” tra Tottenham e Crystal Palace, la testa di Vicario - per un attimo - non si sia teletrasportata a un migliaio di chilometri di distanza. A Torino, la casa della Juventus. Il club in cui confida di ripartire in estate con entusiasmo, ambizione e fiducia. Quella che Luciano Spalletti gli ha trasmesso fin dal primo raduno in Nazionale, eleggendolo in pianta stabile come prima alternativa all’inamovibile Donnarumma. Troppo presto per parlare di trattative, ma il primo contatto - esplorativo - tra le parti c’è stato. Anche perché la Juve, decisa a rimettere mano in estate al parco portieri, non può permettersi di arrivare a giugno senza avere le idee chiare.
Vicario alla Juve, le possibili cifre
E questo a prescindere dalla qualificazione in Champions League. Michele Di Gregorio, dopo due anni a Torino, sembra destinato a trasferirsi altrove. Probabilmente in Premier, dove gli estimatori non mancano. Discorso simile per Mattia Perin, già vicinissimo all’addio nella finestra di gennaio (l’azzurro vorrebbe concedersi un’ultima avventura da protagonista prima del ritiro) di fronte alle avances dell’amico ed ex compagno di Nazionale, Daniele De Rossi, prima che fosse lo stesso Spalletti a porre il veto e a chiedergli di rimanere almeno fino al termine della stagione. Ma in estate - Pinsoglio escluso, che ha appena rinnovato fino al 2027 - tra i pali andrà in scena una rivoluzione fatta e finita. Il Tottenham naviga in un mare tempestoso, vicino alla zona retrocessione. Motivo per cui, ha già messo in preventivo una serie di cessioni che possano far rifiatare le casse. A cominciare proprio da Vicario. La richiesta per il suo cartellino è tutto fuorché proibitiva: servono una ventina di milioni per convincere gli Spurs a lasciarlo andare. Cifra in linea con le disponibilità della Juventus che, appunto, confida di raccogliere un gruzzoletto dalle cessioni di Perin e Di Gregorio. Nemmeno l’ingaggio rappresenta un problema: l’azzurro a Londra percepisce 2.6 milioni netti l’anno. Le vere insidie, infatti, coincidono con la spietata concorrenza per il suo cartellino...
© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus