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Cairo e il coro... globalizzato. Non solo fede: pure scherno

TORINO - Mancava soltanto la Curva più calda del Napoli, a questo punto. Adesso, diciamo così, han timbrato il cartellino pure loro. L’altra sera, dopo la partita al Maradona, con tutti i giocatori già da qualche minuto negli spogliatoi, ma con gli spalti ancora affollati, si è levato un canto, un canto fortissimo per tutto lo stadio. Con protagonisti, per l’appunto, i tifosi del Napoli: "Urbano Cairo devi vendere, vattene, vattene". Il ritornello è questo, il canto è sempre lo stesso, quello più “famoso”, il coro per eccellenza della contestazione granata, musica e parole conosciute già da un anno e mezzo abbondante. Tutto virale fin da subito, ma a questo punto anche... globalizzato. Per fede o per scherno, insomma, Cairo è sulla bocca di tutti o quasi, ormai. Per fede granata quando sono i tifosi del Toro a cantare. Per irridere quando invece sono particolari tifoserie avversarie a intonare il coro. Vedi, appunto, quanto è successo a Napoli. E tra la tifoseria azzurra e quella granata, si sa, i rapporti non sono esattamente idilliaci, anzi. E il settore ospiti del Maradona l’altra sera non era vuoto, ovviamente...

Firenze e Genova al fianco dei tifosi del Toro contro Cairo

Ben diverso quanto si era udito al Franchi di Firenze. Dove già nel gennaio del 2025 i tifosi della Viola si erano messi a cantare "Urbano Cairo devi vendere". Ma in quel caso non per scherno, tutt’altro. Per convinzione. Una convinzione legata all’amicizia storica con la tifoseria granata, un gemellaggio forte e bello che perdura da decenni. Come bello e datato, intenso e fertile è anche il gemellaggio tra la tifoseria granata e quella genoana. E cos’era successo a Marassi, ultima partita del Torino a febbraio, ma soprattutto ultima partita di Baroni sulla panchina granata? Semplice: a fine partita, dopo quel terribile (per i granata) 3 a 0, dalla gradinata Nord si era levato un canto contro Cairo, quel canto per eccellenza, che nel volgere di pochi secondi si era esteso a tutto lo stadio di Genova. Anche nei Distinti, anche nella Sud, in parte pure in tribuna e naturalmente nel settore ospiti, stracolmo di tifosi del Toro. Tutti affratellati, tutti in piedi a cantare, per convinzione e per amicizia tifosa, per solidarietà. Per fede e non per scherno, a Marassi. Per scherno e non per fede, a Napoli l’altra sera.

Anche la Juve si unisce agli sfottò contro Cairo

"Urbano Cairo dai non vendere, resta qui, resta qui": allo Stadium i tifosi della Juve in curva Sud avevano aperto le (nuove) danze in questo modo, nel corso del derby del novembre 2024 (2 a 0 per i bianconeri, tanto per cambiare...). L’irrisione per eccellenza, dal punto di vista dei tifosi della Juve. Che ieri sera, nel corso del secondo tempo della gara contro il Pisa, e quindi mica contro il Toro, hanno improvvisamente deciso di dare un nuovo contributo canterino: ancora quel "dai Urbano non vendere", per sghignazzare un po’ pure così. I tifosi del Toro, con l’umiliazione nel cuore da anni, ringraziano sempre più sentitamente Urbano Cairo, pensiamo.

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