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“Del Piero mi lasciò a bocca aperta. Lui dopo Maradona. Gli dissi che lo amavo, ma…": Ibra amarcord

"Sono arrivato alla Juventus quando nel calcio c'erano i numero 10. Ovviamente Maradona era il numero 10, ma poi c'era Alessandro Del Piero". A dirlo è Zlatan Ibrahimovic, intervenuto prima del fischio d'inizio di Milan-Inter affiancato dall'ex compagno in bianconero, con cui ha condiviso campi e spogliatoio dal 2004 al 2006 (di 92 presenze, 26 gol e 21 assist il bilancio complessivo dello svedese con la Vecchia Signora). Due stagioni in cui un giovane talento arrivato dall'Ajax si scopriva immensamente fortunato a dover competere con uno dei più leggendari numeri 10 del calcio mondiale. Il dirigente rossonero, con un trascorso da attaccante su entrambe le sponde di Milano, ha riavvolto il nastro dei suoi primi anni in Serie A che lo hanno visto approdare alla corte diFabio Capello e conquistare lo scudetto poi revocato del 2004/2005. "Ricordo che aveva queste basette lunghe e gli scarpini Adidas bianchi. Un giorno stava calciando un pallone all'incrocio e sono rimasto a bocca aperta - ha raccontato a Cbs Sports Golazo - . Era il mio idolo quando sono arrivato e ora condividevo lo spogliatoio con lui. Ovviamente però eravamo in competizione. Così gli dissi: 'Ale, io ti amo ma ora dobbiamo solo competere e lottare per chi deve giocare. È stato un grandissimo onore per me. È una leggenda, non c'è bisogno che stia qui a dirvi che giocatore fosse. La storia parla da sé. Con lui ho condiviso campo e spogliatorio. E quando conosci il giocatore è una cosa, ma quando conosci la persona è ancora meglio".

Del Piero: "Innamorato di Modric"

E a proposito di leggende, Del Piero è stato invitato a rispondere sulla stagione in rossonero dell'eterno Luka Modric: "Stiamo parlando di un campione che ci affascina così tanto perché siamo innamorati della sua intelligenza. Tutto inizia nella sua testa e poi continua nel cuore. Queste sono le sue due qualità migliori secondo me. Se lo guardate, è perfino più basso di me. E ti chiedi allora come può questo piccoletto guidare un’intera squadra come il Real Madrid o la nazionale, con la quale è arrivato secondo ai Mondiali in Russia. È incredibile. Di lui amo la sua mente e il cuore che ci mette. Non sono sorpreso dal suo impatto al Milan. Lui è innamorato di questo gioco in modo puro. E questa è la cosa più incredibile. Se c’è tutto questo un campione può vivere per sempre. Ovviamente lui si prende cura di sé molto bene e ora che gioca in Italia può continuare fino a 50 anni". L'ex capitano bianconero ha infine dispensato una promozione a pieni voti per Christian Pulisic, definito "il pericolo numero 1 del Milan". Queste le parole del campione del mondo nel 2006: "Pulisic ha fatto bene ed è diventato senza ombra di dubbio il giocatore più pericoloso giocatore del Milan. Il pericolo numero 1. Ogni squadra, inclusa l’Inter, pensa a lui in questi termini per via del livello delle sue performance. All’inizio quando è arrivato in molti pensavamo fosse un altro yankee dagli Stati Uniti che avrebbe fatto qualche gol. E invece anno dopo anno è diventato veramente il giocatore più pericoloso nell’attacco del Milan".

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