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Terrore David, c’è una Juve con e senza: il dato pazzesco e l’offerta mercato

Gli ha dato sempre fiducia, bacchettandolo - seppur tiepidamente - solo in separata sede, a telecamere spente, per non correre il rischio che la sua timidezza potesse confinarlo definitivamente nel tunnel dell’inconsistenza. Lo ha protetto nel corso dei suoi lunghi digiuni. E pure di fronte alle ingenuità più clamorose, come quel rigoraccio calciato contro il Lecce - intimando il resto del gruppo squadra bianconero a fare lo stesso, come dimostra quell’abbraccio collettivo inscenato a Reggio Emilia, quando David ha insaccato la palla del 3-0. Un gol che - nella testa di Spalletti - avrebbe permesso al canadese di riscrivere la sua storia alla Juventus. E, in effetti, così sembrava, dal momento che l’ex Lilla, dopo la rete rifilata al Sassuolo, sembrava aver tarato la mira alla luce dei guizzi con Cremonese, Napoli e Parma. Poi il dietrofront - l’ennesimo - all’insegna di errori tecnici grossolani sotto porta, fino ad arrivare all’ultimo stadio della crisi: la paura. Il peggiore dei freni possibili per un centravanti. Il profilo - sulla carta - a cui è lecito chiedere qualcosina in più sul piano della personalità.

Il body language preoccupante

Oggi, David ha il terrore di prendersi la scena. Di porre in essere scelti forti, anche egoistiche. Lo capisci dalla postura, da come orienta il corpo quando servito in area di rigore: mai verso la porta avversaria, sempre di schiena, per passarla il più velocemente possibile al compagno più vicino. Da centravanti associativo - quale è sempre stato - il canadese si trasfigurato in un profilo sfiduciato, grigio, disposto a fare qualunque cosa pur di concedere agli altri l’onere di concludere a rete. Anche perché in quelle rare occasioni in cui ci prova - senza successo - dagli spalti dell’Allianz piovono fischi a dirotto. Il risultato? La Juve, nell’ultimo mese, ha perso la spinta propulsiva che le aveva permesso di issarsi saldamente al terzo posto della classifica, mettendo una pezza qua e là grazie agli straordinari di interpreti che tutto sarebbero fuorché goleador: da McKennie a Koopmeiners, passando per Gatti, Cambiaso, Thuram e Locatelli…

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