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Zhegrova non aspetta e sorprende tutti: il segnale forte alla Juventus e a Spalletti

TORINO - Ieri libero, oggi pure. Poi però la testa sarà esclusivamente all’Udinese: no, non si può sbagliare. E il peso della partita è ben chiaro nella testa dei giocatori della Juventus, tant’è che di caricarla Spalletti non avrà neanche bisogno. Del resto, dei suoi ragazzi si fida e - a proposito di fiducia - quanto visto con il Pisa gli ha proprio fatto ritrovare il sorriso. Perché la squadra è tornata a esprimersi ai livelli visti prima di febbraio. E perché l’ha fatto dopo un primo tempo in cui ogni cosa era sembrata figlia dello sconforto dovuto dai risultati e dalla pressione scaturita dagli stessi. Quanto vale, quel gol di Gatti a Roma. Più di un punto. Forse tre. Considerato il risultato dei giallorossi a Genova, magari addirittura sei. A ogni modo, si ripartirà più da lì che dalla sfida col Pisa, perché Udine val bene un altro esame di maturità. Da passare.

L’Udinese e i pericoli offensivi: Zaniolo, Atta e Davis

Come la Roma, infatti, i friulani sono abituati a giocare tanto sulle invenzioni dei trequartisti: Zaniolo è il jolly da tenere d’occhio, Atta è certamente l’uomo in più di Runjaic. Ma l’osservato speciale rimane Davis, distante da David non solo per una consonante. Semmai per fisico, fiuto del gol, presenza in area. A nove invertiti, probabilmente Spalletti avrebbe meno timore della trasferta di Udine, il vero ostacolo da superare in questo poker di sfide solamente da vincere. Comunque, a partire da domani il tecnico inizierà a sciogliere un po’ di nodi. Non ne ha pochi, in fondo. E verosimilmente partirà da quello legato alla punta: non è detto che confermi il canadese dal 1’, ma neanche che scelga Yildiz falso nove. Vero: ha fatto benissimo. Ma gli piace come si muove, gli serve che parta da sinistra per trovare il suo spazio e magari calciare un po’ di più verso la porta.

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