Per il Como sarebbe un sogno, ma non un’impresa: le spese negli ultimi due anni sono state mostruose. Per la Roma sarebbe una liberazione: l’ultima partita in Champions League, contro il Porto, è datata addirittura 6 marzo 2019. Per la Juve sarebbe l’obiettivo minimo stagionale, se solo non avesse buttato via due mesi senza Luciano Spalletti, l’uomo da ringraziare un giorno sì e l’altro pure per il modo in cui è riuscito a trasformare i bianconeri. Il 4° posto, insomma, ha significati molteplici. Non sempre e soltanto economici, ma anche tecnici e di ambizioni: per guardare l’orizzonte è un lasciapassare fondamentale. A livello di introiti, infatti, ballano tra i 60 e gli 80 milioni: soldi da investire sui giocatori. La corsa entra nel vivo e la 29ª giornata lascerà in eredità non certo un verdetto, ma sicuramente un indirizzo. Quella contro l’Udines e è la partita più importante della stagione della Juve: non prenderla con questo spirito sarebbe delittuoso. Anche perché in contemporanea c’è Como-Roma, in cui qualcuno si farà male o in ogni caso nessuno avrà la possibilità di godere. Il campionato, però, non finisce prima di Pasqua: il punto di vantaggio di lariani e giallorossi pesa il giusto rispetto al confronto coi bianconeri. È molto più ingombrante, ma al contempo stimolante, la competizione in più per entrambe: il Como ha la Coppa Italia, la Roma l’Europa League. O le energie nervose si moltiplicano o quelle fisiche si dimezzano. Oppure una via di mezzo che diventa comunque un assist per la Juve. Guai a dimenticare troppo presto l’Atalanta, la cui vita però è ancora più complessa: 5 punti di distacco dal quarto posto, da recuperare nel bel mezzo del cammino in Champions League e in attesa del ritorno della semifinale di Coppa Italia contro la Lazio. Solo due orecchie ascolteranno la musichetta: Fabregas, Gasperini e Spalletti, col quarto incomodo Palladino, sanno che con la Champions League si costruisce il futuro. Diversamente, qualcosa andrà rivisto.
Como da urlo, Perrone la chiave
CONDIZIONE FISICA 6.5 Addai a parte (stagione finita), la squadra è al completo, al netto della valutazione sui problemi di Perrone e Diao. Fabregas ha recuperato tutti i giocatori, brillano per condizione i centrocampisti – Baturina, Da Cunha e Caqueret su tutti -, anche in difesa c’è abbondanza di soluzioni, sia al centro (Ramon, Kempf, Carlo e Goldaniga), sia sugli esterni (Smolcic, Van der Brempt e Vojvoda da una parte, Valle e Moreno dall’altra).
CONDIZIONE MENTALE 7.5 Tre vittorie consecutive in campionato, una semifinale di Coppa Italia raggiunta, e ancora apertissima, contro l’Inter, sanciscono il momento di grazia del Como. Mai come in questo momento, l’ambiente è carico e pieno di entusiasmo. Del resto, è il punto più alto mai raggiunto nella storia del Como. Anche il ricorso a moduli e interpretazioni differenti, ma sempre efficaci, ha accresciuto l’autostima del gruppo.
CALENDARIO 7 Sarà un calendario equilibrato per il Como, con tre scontri diretti. Altrettanti contro squadre ormai salve e che non hanno molto da chiedere al campionato e tre sfide contro tre formazioni coinvolte nella lotta per non retrocedere. Nell’immediato, due impegni in casa consecutivi contro Roma e Pisa. Dopo la sosta, ci sarà la trasferta a Udine, prima dell’impegno in casa contro l’Inter (che il Como riaffronterà a San Siro dieci giorni dopo in Coppa) e fuori casa a Sassuolo. Nelle ultime cinque, il Como potrebbe essere l’ago della bilancia nella corsa salvezza: affronterà Genoa, Verona, Parma e Cremonese, oltre al Napoli.
UOMO CHIAVE: PERRONE È Maximo Perrone l’uomo in più del Como. L’argentino è sempre più il faro della squadra, la mente di Fabregas in campo. Abile nel filtro, raccordo della fitta rete di passaggi, ultimamente si sta anche segnalando come assistman. Ma c’è molta attesa anche per Assane Diao, che un anno fa fece svoltare il Como e per il ritorno del miglior Nico Paz.
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