**Dario Simic**, intervistato da _La Gazzetta dello Sport_, ha ripercorso le tappe di una carriera e di una vita ricche di sorprese: dal mancato approdo alla **Juventus** fino all’arrivo all’**Inter**, passando per **[l’avventura al Milan e la Champions League del 2003](https://www.milannews24.com/ultimissime-milan-live-notizie-tempo-reale/)**. Ecco, di seguito, tutte le sue dichiarazioni.
**IL MANCATO APPRODO ALLA JUVENTUS** _«Dico una cosa che sanno in pochi: prima di giocare per Inter e Milan, sono stato vicino alla Juventus. Nel 1996 sono stato in ufficio con la Triade. Io, Moggi, Giraudo e Bettega. Stavo per firmare. E poi la mia famiglia ha deciso che era meglio non andare: avevo vent’anni, era ancora tempo della guerra. Sono venuto in Italia dopo il Mondiale ‘98. La Croazia prima di quel Mondiale era conosciuta solo dal 3% della popolazione mondiale. Un mese dopo, la percentuale era salita al 30%. Il quarto di finale contro la Germania resta indimenticabile. Alla fine, piangevamo tutti»._
**L’ARRIVO ALL’INTER** _«Sì, nel gennaio 1999. Per me era un sogno, mi sedevo vicino a Ronaldo, Seedorf, Zanetti. Non ero mai stato a San Siro e la prima volta, contro il Venezia, mi sono detto “dai, vado a scaldarmi in campo così mi abituo”. Macché, ci si scaldava al coperto, così sono uscito un minuto prima dell’inizio e lo stadio era incredibile. La prima volta che vedevo San Siro era per giocarci dentro: una follia. Maniero ha attaccato una palla in profondità dopo 20 minuti e io ero in ritardo. Ha calciato al volo, gol. Mi sono detto “se funziona così, che appena dai un centimetro all’attaccante, quello segna, posso andare a casa”»._
**IL MILAN** _«Ero molto amico di Pippo Inzaghi. Quando si usciva con lui, ogni dieci minuti c’era una ragazza che lo avvicinava: Pippo per le ragazze era il numero uno. Il gruppo era ottimo. A me dicevano che dormivo sempre perché ero un po’ tra le nuvole, nel mio mondo. Se qualcuno veniva con i jeans fuori moda, li vedeva sparire. Ricordo anche alcune mutande giudicate non all’altezza e appese in spogliatoio»._
**I MIGLIORI E I PEGGIORI PER ELEGANZA** _«Kaladze, Borriello, Pirlo. I peggiori i brasiliani… ma non facciamo nomi»._
**COME NACQUE LA CHAMPIONS 2003** _«Con il genio di Ancelotti, che spostò Pirlo davanti alla difesa. Era un visionario, un padre, una persona squisita»._
**VIA NEL 2007** _«Semplicemente giocavo poco. Io nascevo difensore a tre o centrale, da terzino non potevo esprimere le mie qualità. Il 4-3-2-1 per i terzini è difficilissimo, non hanno nessuno davanti»._
**IL POST CALCIO** _«Sì, sono stato tante cose in questi 16 anni. Nel 2016-17, consulente del Palermo, in pratica direttore sportivo ma con Zamparini era dura. Mi diceva “vai dall’allenatore e digli di cambiare quel giocatore” ma io non ero d’accordo, non si fa così. E poi non si può cambiare allenatore ogni tre partite… Non lavoro più come osservatore del Milan e nemmeno per la Dinamo Zagabria. La mia famiglia ha il 70% dei boccioni d’acqua della Croazia, si usano per gli uffici e nelle case. Io e mio fratello poi abbiamo 22 bar»._