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Juve che vince si cambia? I dubbi per l'Udinese: chi può perdere il posto, chi ritrovarlo. E poi c'è Vlahovic

Detox completato. Per la testa e per i muscoli, provati (il giusto) dall’ultima gara di campionato vinta contro il Pisa. Dopo i due giorni liberi concessi a tutto il gruppo squadra - ad eccezione di Zhegrova, che ha preferito lavorare da solo in palestra lunedì - il fischietto di Spalletti questa mattina tornerà a scandire con un acuto dietro l’altro le sedute della Continassa. Giusto quattro allenamenti, rifinitura compresa, per preparare al meglio il prossimo impegno con l’Udinese di Runjaic, in programma sabato. Sulla carta, è probabile quindi che Lucio non abbia in mente di apporre mosse “rivoluzionarie”. Semmai, sfrutterà questi pochi giorni a disposizione per capirci di più in merito alle condizioni dei profili di rientro dai vari infortuni - Vlahovic e Milik - e per sciogliere gli unici due dubbi in ottica Udinese: chi promuovere in porta tra Perin e Di Gregorio, e chi in attacco dove a giocarsi un posto saranno David e Boga.

Nei pensieri di Spalletti

Quanto al primo quesito, il tecnico bianconero ha fatto intendere che non vi sia nulla di definitivo nel recente sorpasso di Perin, a cui era stato preventivato un roaster specifico di gare consecutive, che potessero mettere Di Gregorio - per parafrasare lo stesso Spalletti - nelle condizioni di “metabolizzare alcuni concetti”. Da qui in poi, deciderà di settimana in settimana, in base alle risposte in allenamento dei due. Tutto ancora da decidere, dunque. Discorso simile per le scelte in attacco: se Yildiz e Chico viaggiano spediti verso la riconferma, dopo le ottime prove contro il Pisa, non si può certo dire lo stesso di David. Specie di fronte alle risposte che Boga ha saputo garantire da subentrante, a cominciare proprio dall’ultima uscita di campionato. L’ingresso dell’ivoriano - con il contemporaneo dirottamento di Yildiz al centro dell’attacco, dove ha agito da “falso nueve” - ha stravolto completamente il match. Da quel momento, la Juve ha iniziato a capitalizzare la stragrande maggioranza di azioni da gol, grazie anche al lavoro eccelso del turco, libero di svariare su tutto il fronte d’attacco per aprire spazi ai compagni. Un attacco leggero, sì, ma dannatamente efficace, specie contro formazioni dal baricentro basso come il Pisa, che si è divertito per 45 minuti a far rimbalzare David al di fuori dell’area di rigore...

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