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Rebus portiere: la scelta di Spalletti su Di Gregorio, 3 top player per il futuro, la strategia Juve

TORINO - Il primo nodo portiere sarà da sciogliere già oggi: verso l’Udinese, Luciano Spalletti è chiamato intanto a fare una scelta, se Di Gregorio - tenuto ai box nelle ultime tre partite -, se invece Perin, con cui è andato avanti tra alti e bassi nelle ultime sfide. Non è una scelta da poco, è quella che con ogni probabilità Lucio si porterà dietro fino a fine stagione. E che darà pure una traccia di mercato, sul quale Perin è stato a lungo, ma DiGre no. Assolutamente no. Piuttosto, se ancora oggi si fa la conta delle priorità in casa Juventus, quella del portiere non è ai primi posti, almeno per la guida tecnica. Il cui pensiero si potrebbe tradurre più o meno così: va bene andare avanti con l’ex Monza, a patto che eventualmente lo si affianchi da un numero uno all’altezza. All’altezza anche solo del suo attuale vice. Se gli investimenti saranno dunque centellinati - e lo saranno -, la Juventus a quel punto potrebbe scegliere pure di non intervenire in maniera diretta sul cambio di portiere. O almeno di non andare a spendere in maniera massiccia, perché le risorse vanno direzionate altrove: lì dove c’è il cuore della necessità, lì dove oggi batte la possibilità di cambiare davvero la squadra, di farlo a partire dalle fondamenta e chiudendo con il contorno, che in una stagione dalle tante competizioni può avere la sua parte (fondamentale) d’importanza.

Vicario il preferito. Gli altri nomi

Per capirci: la chiamata a Vicario (ieri partito in panchina), registrata tempo fa, è uno degli scenari preferiti dalla società, che però deve fare i conti pure con le esigenze e le volontà dell’allenatore. Per promettersi futuro, ecco, dovranno convergere. E il compromesso più facile si può trovare per una volta sulle disponibilità economiche: la Juve può così andare a prendere un estremo difensore che sia usato sicuro, spendendo poco e garantendosi un’alternativa di assoluto livello. Nomi? Alisson sembra in uscita dal Liverpool e va tenuto lì: sarebbe il profilo ideale per esperienza, qualità, perché conosce la Serie A e in generale sarebbe un giocatore indiscutibile (il prezzo più caro pagato da Di Gregorio nella serie di giornate sfortunate che ha accumulato), che conoscerebbe perfettamente le inevitabili pressioni di chi veste la maglia bianconera. Un altro profilo che intriga è ancora quello di De Gea: in uscita dalla Fiorentina, ha un passato tale da poter quantomeno dare certezze a Spalletti. Nomi così. Giocatori già fatti. Non alla ricerca di un grande salto. Nemmeno con il peso di dover dimostrare. Per capirsi: per quanto piaccia, Caprile non sarebbe un miglioramento sostanziale del reparto. Mentre l’unico “giovane” su cui puntare a occhi chiusi sarebbe Carnesecchi, il cui costo però resta alto, una storia da 40 milioni di euro, ai quali però il club dovrebbe vincolarsi pur avendo altri buchi da coprire.

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