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Vlahovic-Juve, miracolo Spalletti e rinnovo: come si arriva alla cifra che vogliono tutti

Non è stato un giorno qualunque, per Dusan Vlahovic. Anzi: è stato un po’ come il suo compleanno, una sorta di anniversario, perché la gioia era quella lì. Quella di chi è tornato a divertirsi, però con un carico differente sulle spalle. Non solo l’obiettivo di riportare la Juventus al quarto posto, ma la necessità di doverlo fare dimostrando di essere ancora una volta il numero 9 della Juve. E meritatamente. Non gli sembra fatta d’altro, la sua esistenza bianconera. Perciò non sarà un grosso impegno, e nemmeno lo spaventa: Dusan è pronto a caricarsi la squadra sulle spalle, consapevole di avere più risorse dalla sua parte. Intanto Yildiz, ma pure Locatelli, Thuram, Conceiçao, McKennie, insomma una squadra cresciuta nei singoli e nel collettivo.

Spalletti, il primo per Vlahovic

Poi Spalletti. Soprattutto Spalletti. Il primo a caldeggiare l’incontro per il rinnovo del serbo, perché conta averlo al massimo della condizione mentale e non perso nella nube del mercato e con la prospettiva di andare via: non avrebbe fatto bene né al giocatore e nemmeno al club, invischiato in una corsa al quarto posto che può farsi ferro o piuma. Dipenderà tanto anche da Udine. E a Udine Dusan ci sarà. Dopo 105 giorni, 3 mesi e mezzo, 15 settimane totali. Un’eternità. Vissuta comunque di fianco alla squadra, e covando dentro di sé la speranza che in qualche modo il discorso con la società potesse riaprirsi.

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