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"Spalletti senza scemenze, Juve senza tuffi. Così segna a priori... Vlahovic all'Empoli? Vi spiego"

Andreazzoli sull'esperienza alla Juve

La Juve quest’anno ha il secondo miglior attacco del campionato (50 reti segnate), pur senza continuità in zona gol da parte delle punte. Come si spiega questi numeri? "Trasmettere la voglia di essere partecipativi e belli porta dei vantaggi: a me e a Luciano piace guardare di più le squadre col possesso di palla. Quell’idea poi fa da volano all’interno del gruppo. Ciò che piace all’allenatore, piace anche ai giocatori, perché si trova un modo per allenare la produzione offensiva. Si, poi qualche volta si rischia qualcosa in più dietro, ma per le squadre che hanno un livello tecnico più basso delle favorite se un allenatore incide sulla mentalità allora può davvero trarre dei benefici".

Qual è la caratteristica più importante di Spalletti nelle dinamiche di campo? "Far sentire tutti partecipi del suo progetto con gioia: quando hai la palla fra i piedi e quando le proposte di calcio sono positive chi deve esprimersi lo fa con più piacere. Divertirsi è necessario, si parla sempre di gioco, perché ce lo dimentichiamo? Il calcio non è solo sofferenza: sì, è una componente, ma se sei contento di ciò che fai soffri sicuramente meno. In Italia in questo momento abbiamo un problema in questo senso".

Cioè? "Il calcio che giochiamo è orrendo. Non si riesce a vedere una partita intera: finché una squadra non perde 2-0 è tutta tattica. Solo passaggi in orizzontale, non ti annoi quando vedi il Bayern Monaco con l’Atalanta: se pensi di seguire a uomo ogni avversario, gli altri non ti perdonano. È già tanto che non sia finita 10-0. Chi fa il nostro mestiere deve darsi una svegliata: troppa attesa, troppi passaggi in orizzontale, troppa costruzione dal basso".

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