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Mr Tether, ecco il più ricco d'Italia: dal muro Juve all'ultimo record

Più le cripto della Nutella. Più gli investimenti di bisogni certamente primari. Più l’innovazione della tradizione. E più Devasini di Ferrero. È il segno dei tempi, del resto. Bisogna adeguarsi. Pure al fatto che Giancarlo Devasini, fondatore della criptovaluta Tether - che a sua volta detiene circa il 12% della Juventus - sia diventato l’italiano più ricco al mondo. E che l’abbia fatto battendo un altro orgoglio piemontese come il leader dell’impero dolciario (e non solo). Comunque, una scalata niente male, sottolineata e raccontata coi numeri di Forbes, che indicano stavolta un sorpasso a dir poco netto: Devasini è arrivato a quota 89,3 miliardi di euro; Ferrero - pur avendo incrementato di 7,5 miliardi di euro il suo patrimonio in un anno - si è fermato a 48,8. Un bell’abisso. Quasi il doppio. Che rende l’azionista juventino la 22esima persona più ricca al mondo.

Cessione Juve: non c'è intenzione di vendere

Ecco: cosa cambia? Un bel niente. Ma è il mondo in cui si nuota e bisogna capirlo, bracciata dopo bracciata. Anzi: tweet dopo tweet. Anche negli ultimi tempi, Tether ha provato a stuzzicare, punzecchiare, dare una dimostrazione di forza nei confronti della tifoseria - almeno quella social -, provando a mostrarsi come alternativa credibile. Alternativa però a una proprietà che non ha alcuna intenzione di vendere: dalle parole di Comolli a Londra alle risposte dirette nel periodo in cui era calda la proposta di acquisizione da parte del colosso cripto, non c’è mai stata una porta aperta o anche solo socchiusa per la cessione della Juventus. La stessa proposta di Tether era stata considerata non in linea con la valutazione fatta dalla Famiglia, poiché il valore della Juve toccherebbe oggi i due miliardi, considerato ogni compartimento, qualsiasi proprietà. Da lì in poi, nessun’altra offerta, nonostante fosse stata annunciata.

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