I rientri di Valenti e Britschgi, ma anche il secondo forfait di Adrian Bernabé, che non ha ancora recuperato dal problema allo psoas: sono queste le notizie principali tra le fila del Parma che domani sera alle 20.45 in casa del Torino andrà a caccia del sesto risultato utile consecutivo. A confermarlo è stato proprio Carlos Cuesta, che in conferenza stampa alla vigilia del match ha detto: "Abbiamo fuori Bernabé sicuramente. Tutti gli altri sono a disposizione, recuperiamo Britschgi. Abbiamo anche Mena della Primavera convocato ". Per il resto, probabile la conferma di gran parte della formazione iniziale che cinque giorni fa ha strappato un buon pari a reti inviolate a Firenze con l'unica novità rappresentata dal ritorno di Valenti in difesa al posto di Circati. Ma l'allenatore spagnolo non esclude possibili cambiamenti: "Quello che ti aiuta a vincere in una partita magari non è funzionale in un'altra. Ogni partita è un mondo, non possiamo fermarci perché vorrebbe dire non progredire. A volte devi mantenere le cose, altre volte devi cambiare come e chi. Ma l'identità e i principi devono rimanere gli stessi sempre. Dobbiamo sempre puntare sui nostri punti di forza".
Torino-Parma, la conferenza di Cuesta
Il Parma nelle ultime cinque partite non ha mai perso, ma il Torino vorrà vincere perchè ha bisogno di punti: "Tutti ne abbiamo bisogno. Vogliamo avere continuità, siamo consapevoli di star facendo cose bene ma che dobbiamo lavorare con umiltà, sacrificio e unione. Mi aspetto una gara difficile, contro un avversario di qualità che ha cambiato allenatore poco fa. Noi faremo il nostro, consapevoli dei nostri punti di forza e provando a migliorare alcuni aspetti. Che Torino mi aspetto? Un Torino verticale, aggressivo, che ci vorrà mettere in difficoltà. Noi dobbiamo essere bravi a portare la partita dove vogliamo. Dovremo saper come sfruttare gli spazi disponibili quando abbiamo la palla e gestire i momenti di transizione, oltre a dover difendere molto bene ed essere compatti. Dobbiamo vincere i duelli ed essere molto completi. Per vincere devi fare molte cose molto bene, devi essere dominante nelle aree, lì si fa la differenza nel calcio. Sappiamo i problemi che ci vuole creare il Torino e conosciamo i nostri mezzi per fare del male a loro". Su D'Aversa ha aggiunto: "Ho avuto la possibilità di conoscerlo all'evento della Panchina d'Oro. Ho scambiato un paio di parole con lui e mi è sembrata una persona molto educata".
Il Parma fa giocare male gli avversari?
L'impressione è che il Parma riesca a far giocare male gli avversari: "Quello secondo me fa parte della costruzione. Quando approcci una partita sei proattivo e bisogna pensare cosa ci avvicina al risultato: gli avversari fanno parte di noi. È uno sport collettivo, ci saranno certi spazi e noi proviamo a portare la partita dove ci è più favorevole, sia a livello offensivo sia difensivo. In quel momento in cui tu costruisci quella idea ovviamente è legata anche agli avversari, che avranno altre idee e proveranno a metterle in campo. Si tratta di un rapporto tra costruzione e distruzione. Non so cosa è più facile o difficile. Ogni partita è complessa e necessita di attenzione. Noi proviamo a portarla dove vogliamo al massimo possibile, sempre".
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