Meglio un incontro in più. Una chiacchierata in più, una puntualizzazione in più, una parola in più. Soprattutto in questa fase: tra la Juve e Luciano Spalletti, con vista sulla prossima stagione, non ci devono essere spazi per malintesi o fraintendimenti. Nessuno può promettere cose che non sarà in grado di mantenere. I punti di vista sono lineari. Da una parte c’è la società: oggi senza quarto posto assicurato non ci sono margini per pianificare un mercato come si deve, una campagna di rafforzamento che colmi realmente le mancanze attuali della rosa. Dall’altra c’è l’allenatore: uno che in quattro mesi e mezzo ha dimostrato di avere idee per ribaltare ogni cosa, per sopperire a quasi tutte le lacune tecniche (a quella della punta si affida a Dusan Vlahovic: domani sarà convocato dopo tre mesi e mezzo di stop e anche per il suo rinnovo il piede è premuto sull’acceleratore). E che adesso si aspetta un mercato estivo da Juve, con un solo scopo: tornare subito competitivi per vincere. Il tempo è poco per tutti: per il club che non può più vivere anni zero, per Lucio che a 67 anni continua ad allenare solo per il gusto del grande calcio e dei traguardi più prestigiosi.
Variabile Champions League
Il resto non gli interessa, neppure l’ingaggio: un elemento delle trattative in corso, sì, ma non l’elemento. Non l’aspetto che possa ribaltare tutto. La Juve e Spalletti stanno arrivando ad una convinzione comune: la preparazione di un’annata da all-in. Con 6 rinforzi di spessore assoluto per arricchire la rosa. Possibili, certamente, ma soltanto con la qualificazione alla prossima Champions League, la variabile che può portare quasi 80 milioni nelle casse bianconere. Quelli che servono, mal contati, per sistemare tutto ciò che c’è da sistemare. I dialoghi tra le parti stanno andando avanti, senza soste. Contatti fitti, persino quotidiani, ma la giornata odierna servirà per fissare alcuni concetti chiave. Lucio chiede garanzie di un rafforzamento vero: niente fumo negli occhi, ma sostanza in ogni reparto. E zero cessioni illustri: col quarto posto tutti i big dovranno essere blindati. Il blocco dei titolari, tranne le punte centrali, tutto sommato ha dimostrato di essere all’altezza. Semplicemente la Juve necessita di altri titolari. Oggi nuovo summit, salvo imprevisti, prima della partenza per Udine, calendarizzata per domani mattina. Nessuno ha dimenticato l’importanza dell’impegno, anzi. Spalletti è come se avesse ingoiato una radiolina in questi giorni: con Como-Roma alla finestra, sbagliare questa trasferta significherebbe gettare al vento un’occasione colossale per mettere la freccia verso la massima competizione europea.
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