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Spalletti-Juve, com’è andato l’incontro: l’ingaggio alla Yildiz e le garanzie mercato

Vedersi fa tutta la differenza del mondo. Non solo: vedersi aiuta pure a capire meglio le intenzioni, a prescindere dalle parole. Per questo, nel nuovo confronto andato ieri in scena tra la società e Luciano Spalletti, un po’ di paletti sul futuro sono arrivati. Non ancora la firma, ma per quello c’è tempo, almeno una decina di giorni: non è certo in discussione, mentre i piani futuri sì, lo sono, e lo saranno ancora nei prossimi vertici, nei nuovi incroci, in quella che Lucio chiama più banalmente e pragmaticamente “programmazione”. Voleva questo, del resto. E questo sta ottenendo: non promesse, ma garanzie. E allora, ecco il responso dopo la prima resa dei conti: Spalletti ha avuto la certezza del massimo degli sforzi per creare una Juventus competitiva, è stato aggiornato - come spesso è capitato in sede di mercato - sulle intenzioni per la ricostruzione della sua squadra (che non sarà rivoluzionata), e naturalmente sulla variabile più determinante di tutte. Per avere una formazione all’altezza delle ambizioni, la squadra bianconera deve raggiungere la prossima Champions League.

Spalletti, premio al merito

Non c’è altra strada. E non ne ha intenzione di contemplare diverse la società, aggrappata a questo finale di stagione per mille e più motivi, però per il bilancio su tutti. Nel giugno 2027 è previsto il pareggio di bilancio e da lì si potrà iniziare il percorso virtuoso da cui potranno tornare gli anni felici, quelli che mancano ai tifosi, all’ambiente, a tutto il mondo Juventus in generale. Dunque Spalletti compreso. A 67 anni, il tecnico non ha alcuna intenzione di legarsi a un progetto di “se” e di “ma”, farcito di condizionali e punti interrogativi. Ieri s’è fatta un pezzo di Juve, ed era nelle intenzioni di tutti. Poi ci sarà spazio e tempo per il contratto dell’allenatore: sarà verosimilmente di un altro anno con opzione una nuova stagione, per cifre importanti. Alla Yildiz. Quasi 7 milioni. Un modo anche per dire al tecnico che sì, i fuoriclasse sono in campo, ma la società ha una considerazione di Lucio al pari del suo miglior giocatore. Per questo gli chiede inoltre di continuare a fare la differenza, per questo la missione sarà emotivamente più probante di altre. Spalletti ha riacceso la luce alla Continassa dopo stagioni passate a brancolare nel buio: un premio al merito, però anche un monito per il futuro. In panchina c’è un top player...

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