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McKennie: “Ottovolante Juve, ma sapevo tutto. Chi dubita di me mi motiva e a mio padre dico basta”

Weston McKennie fin qui è stato uno dei grandi protagonisti di questa stagione della Juve. L'americano come sempre si è messo al servizio della squadra e con Luciano Spalletti è diventato imprescindibiletanto da meritare il rinnovo, vero bomber bianconero. Eppure l'esperienza di Weston a Torino non è sempre stata tutta rosa e fiori, come sottolineato dal classe 1998 nel corso del podcast The Cooligans: "Il mio tempo alla Juve è stato un ottovolante di emozioni. Penso che sia una relazione piuttosto pubblica, sì, una relazione pubblica come si può dire. Però mi sono sempre sentito a casa qui e ho sempre sentito di appartenere a questo posto. Avrei potuto prendere la via facile quando la Juventus voleva vendermi un anno e mezzo fa. Avrei potuto dire: 'Ok, non mi volete qui'. Ma io sapevo di poter giocare in questa squadra e di poter tornare titolare. Sapevo che non sarebbe stato un percorso semplice: magari stare in panchina, allenarmi durissimo ogni giorno. Ma ero disposto a farlo. A volte devi capire che le cose non sono sempre facili e non ti vengono regalate. Quando hai le spalle al muro, non puoi più tornare indietro. Puoi solo andare avanti".

"L'esperienza alla Juve mi ha insegnato molto"

"Essere qui mi ha insegnato molto mentalmente, a essere onesti - ha continuato il centrocampista americano -. Quando sei con le spalle al muro, puoi solo andare avanti, abbassare la testa e lavorare. Io sono sempre stato uno che si adatta facilmente, anche dai ruoli che faccio in campo si vede. Per me è difficile non avere un buon rapporto con un allenatore, perché il mio gioco è lavorare, lavorare, lavorare. Sono un 'workhorse'. In qualsiasi sport ogni squadra ha bisogno di uno così. Quindi non penso che cambi molto. Se vuoi costruire qualcosa di duraturo è ovviamente meglio avere continuità per sviluppare uno stile e delle tattiche. Ma alla fine i migliori atleti del mondo devono giocare con le carte che ricevono. Il nostro lavoro è adattarci e trarne il meglio. Io rimango sempre fedele a ciò in cui credo e alla fine credo in me stesso più di quanto facciano gli altri, e penso che sia questo che mi ha portato avanti nella mia carriera molte volte".

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