TORINO - “Casadei se non gioca deve farsi delle domande. E deve capire che può diventare un calciatore importante solo allenandosi bene di giorno in giorno”. Così Roberto D’Aversa, dopo il 4-1 sul Parma, ha commentato l’esclusione del centrocampista dalla formazione titolare, nonostante arrivasse da un buon momento con tanto di gol a Napoli (il quarto in questo 2026) la settimana precedente. Casadei non solo non era nell’undici che è sceso in campo dall’inizio, ma non è neppure entrato in campo a partita in corso: per tutti i 90 minuti, più recupero, è rimasto seduto in panchina a guardare i compagni giocare e vincere. Nelle parole utilizzate dal tecnico nel post partita si può leggere senza troppa fatica un rimprovero, neanche troppo velato, al suo numero 22: se Casadei non ha giocato contro il Parma, infatti, non è per una mera questione tattica, ma quella di D’Aversa è stata una scelta punitiva. All’allenatore non è piaciuto qualche atteggiamento avuto in settimana dal centrocampista durante gli allenamenti al Filadelfia (nulla di particolarmente grave, altrimenti non sarebbe neppure stato convocato) e per questo ha scelto di non farlo giocare contro il Parma, preferendo puntare sulla coppia Ilkhan-Gineitis.
"Tutti devono comportarsi da professionisti"
Quella a Casadei non è comunque una chiusura definitiva da parte dell’allenatore: all’ex Chelsea nulla è stato precluso in maniera definitiva, avrà la possibilità di rientrare nelle rotazioni già a cominciare dalla prossima partita, quella di sabato a San Siro contro il Milan, ma per riguadagnarsi il proprio spazio (che sia nella formazione titolare o a partita in corso) serviranno la massima concentrazione e puntualità nel lavoro settimanale. In ogni singolo allenamento al Filadelfia. Il messaggio che ha mandato D’Aversa è chiaro, ma non si può certo dire che sia sorprendente. Appena arrivato, presentandosi alla squadra, D’Aversa aveva subito messo in chiaro le proprie regole. Dettami di comportamento da seguire alla lettera che non ammettono deroghe. Lo stesso tecnico, in conferenza stampa, li aveva così sintetizzati: “Le giornate saranno così: prima faremo la colazione tutti insieme, poi ci saranno l’allenamento e il pranzo. Dopodiché i giocatori potranno riposare. Tutti devono comportarsi da professionisti: se qualcuno non dovesse arrivarci da solo a comportarsi in un certo modo, ci saranno delle imposizioni”. Detto, fatto. A farne le spese in questo caso è stato Casadei, ma il messaggio dell’allenatore vale per tutti.
D'Aversa non fa sconti
Quando D’Aversa si è seduto sulla panchina del Toro la situazione in casa granata era ben diversa dall’attuale: la squadra di Baroni era in caduta libera, aveva appena perso 3-0 contro il Genoa senza di fatto giocare, senza porre la minima resistenza agli avversari. E anche la classifica era molto più preoccupante rispetto a ora, con la zona retrocessione distante appena 3 punti. Per non correre il rischio di vivere un finale di stagione drammatico (dal punto di visto sportivo, ovviamente) e per cercare una svolta, D’Aversa ha provato a correre ai ripari optando per una linea severa, linea che ha intenzione di mantenere fino al termine della stagione, nonostante gli ultimi risultati abbiano quantomeno allontanato il Torino dalla zona pericolosa. Ma una salvezza non è certo un risultato da festeggiare in casa granata, per questo motivo il tecnico non concede sconti a nessuno, per questo Casadei è rimasto seduto in panchina per tutto il tempo contro il Parma. E per questo chiunque potrebbe restare in panchina in questo finale di stagione se non mostrerà l’atteggiamento giusto al Filadelfia, allenamento dopo allenamento.
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